28/08/17

il sopportabile infinito

presso questa periferia del mondo
infilare i giorni come  fossero perle sul filo del tempo


fragile il filo
  che non rimane

ti giri indietro alla ricerca delle perle di ieri
già cadute nel nulla
fino in fondo alla maglia del ricordo

sulla maglia del ricordo
soltanto giorni in frantumi


su quella della speranza nulla mai cade

che sia quello il sopportabile infinito
presso questa dimenticata periferia del mondo?
 
Marco Bo
 

the bearable infinity

by this suburbs of the world
tucking the days like pearls on the tight wire of time


fragile the wire
 it does not stay


you turn back looking for the pearls of yesterday
already fallen into nothingness
down to the bottom of the remembrance mesh


on the remembrance mesh
only  days in pieces


on the hope one nothing ever falls


would that be the bearable infinity
by this forgotten suburbs of the world?


Marco Bo

07/08/17

sulla mappa dell'universo

sotto questo grigio cielo di periferia
ogni singolo giorno
sembra la fine del mondo
eppure il mattino arriva
 e poi il mezzogiorno
tra rivoli di sonno e lampi di ansia e di fortuna

e per i tuoi cari, mentre riposano, provi ad aggiustare ogni minimo dettaglio, come serrando bulloni allentati sulla faccia della storia
ma non sempre trovi la giusta chiave
mentre cerchi, nell'aria fresca del primo mattino assapori
 il gusto del poco o nulla nella pulizia e nell'ordine
del suo succedersi....

presso queste dimenticare periferie del mondo ci sono giorni che ogni colore sembra raccontarsi

 giorni che di accucciarti alla sponda conosciuta di ogni piccola fortuna ne fai paradiso

e così,
 umile minuscolo ma indelebile punto sulla mappa dell'universo, 
di essere
sai

Marco Bo


 

sul foglio bianco

ultimamente
sempre più spesso
parlo con me stesso
presto la mattina
mi faccio mille domande
 e mi ascolto

con attenzione
 in silenzio
e studio ogni nuovo passo nel suo divenire

che sia veloce o lento

ultimamente
sempre più spesso
parlo con me stesso
e scrivo

per sentirmi più vicino
per allungare il  cammino
per sognare di governare il tempo

sul foglio bianco

Marco Bo

 

04/08/17

compleanno 2017

sotto questo grigio cielo di periferia se mi fermo per un momento,
io che l'ho vissuto, nel naso sento il profumo di quel tempo lento
proprio oggi che mi ritrovo ad annusare gli anni trascorsi

come vorrei sedermi ancora una volta
nella seggiola quella più vicina al riscaldamento
guardare intorno, sentire gli spifferi alle caviglie quando qualcuno apre la porta

sogno quelle sale di attesa nelle stazioni dei treni
ma adesso non si trovano da nessuna parte
forse è per questo che il tempo non passa,
chissà se giorno torneremo ancora a compiere gli anni
sotto questo grigio cielo di periferia

Marco Bo

01/08/17

the first vertebra

the current situation
under this grey suburban sky
it is a karstic and dense talk
like a drought that draws the river dry
so that by the mouth of the sea,
the sea goes into the river
and in its bed it stays at ease


 a  karstic and dense talk
which hurts your back
and makes it hard to bend
beyond the minimum tolerable end


beyond that lays the not bearable,
the awareness, the scientific proof
about the fact that by now on the rainy season you cannot rely


to make of that flash of inspiration a good reason
it is necessary to invent new rains
 even artificial ones if needed


it is a karstic and dense talk
that no one understands
 even though the relevant reasoning should be linear
like that of the first vertebra
that holds the skull and Atlas is called

maybe that is why under this forgotten suburban sky
of the always having to leave disease
we all are sufferers
and that pain little by little we release


Marco Bo

la prima verterbra

l'attuale situazione,
sotto questo grigio cielo di periferia
è un lamento lento
come una siccità che porta il fiume a prosciugarsi
tanto che allo sbocco al mare,
 il mare va verso il fiume
e nel suo letto rimane

 un discorso carsico e denso
tanto che alla schiena fa male
 abbassarsi oltre il limite del sopportabile

oltre vi è il non sopportabile,
la consapevolezza, la prova scientifica
del fatto che ormai nella stagione delle piogge non si può più contare

e allora per fare di quel lampo di ispirazione una ragione
occorre  inventare nuove piogge
anche artificiali all'occorrenza


l'attuale situazione,
presso queste dimenticate periferie del mondo
è un discorso carsico e denso
che nessuno  capisce anche se il conseguente ragionamento  è chiaro e lineare:


quello della prima vertebra che regge il cranio e che si chiama Atlante
forse è per questo che sotto questo dimenticato cielo di periferia,
della malattia del dover sempre andare
noi tutti soffriamo
e di quella sofferenza un passo per volta
un po' viviamo 
un po' moriamo

Marco Bo

dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...