28/02/17

storie dalle periferie del mondo - il primo e l'ultimo passo – bozza per una rappresentazione


ogni giorno Taisha aspettava Tilandria, la sorella più piccola, in cima alla strada,

 con occhi lucidi la guardava da lontano mentre lei usciva da scuola e come prigioniera in una bolla di sapone, ipnotizzata e stordita dal rumore del traffico e della confusione,
camminava lentamente,
lentamente


Taisha si era messa in testa che doveva insegnare a Tilandria,
 a sopravvivere a cavarsela da sola,
- perché se no ti schiacciano in questo quartiere!-
 le gridava in faccia ad un millimetro dal suo naso


aveva 12 anni Taisha e 6 anni Tilandria
e sembravano madre e figlia,


 la loro madre ogni singolo giorno che il dubbio mandava in terra sotto quel grigio cielo di periferia, usciva presto dal minuscolo appartamento dove sopravvivevano a stento

l'appartamento a loro assegnato a Gate City, quartiere popolare Afro Americano nelle periferie dimenticate di Birmingham Alabama, città culla del movimento per i diritti civili negli anni sessanta, era quello al piano terra del primo blocco di appartamenti  davanti al centro giovanile,
lo Youth center dove noi eravamo impegnati come volontari


la loro madre usciva presto che era ancora buio e tornava a casa a notte fonda dal quello schifo di lavoro al fast food del distributore di benzina
schifo di lavoro che tratteneva con le unghie e con i denti mentre nei 10 minuti di pausa inghiottiva con rabbia il miliardesimo cheesburger, nemmeno fosse il primo premio di una lotteria!
 perché quello schifo di lavoro era l'unica possibilità di sostentamento in quelle dimenticate periferie del mondo


la mattina prestoTaisha e Tilandria uscivano di casa insieme
e da sole


due piccole ombre fragili in balia del vento, che si muovevano come moscerini davanti alla luce abbagliante di un lampione nella foschia di quel cielo suburbano

nei projects non si vede mai il cielo per intero,
no
oltre i cavalcavia sopra le insegne pubblicitarie quel poco che si riesce a vedere è soltanto una livida cicatrice di cielo


i Projects, così si chiamavano i quartieri popolari Afro Americani,
 per una cosa erano ben progettati, per isolare del resto del mondo la gente che lì oltre il confine sopravviveva

quartieri nascosti dallo svincolo dell'autostrada e dalle insegne luminose di fast food e mangime per cani,
eppure lì di cani c'erano soltanto quelli abbandonati

abbandonati come gli esseri umani che di lì non uscivano mai
se non distesi , distesi......
………………………………. arrivando al centro giovanile dove noi volontari aspettavamo i bambini, che altrimenti sarebbero rimasti da soli in pericolo fino a sera in quel girone infernale di asfalto e cemento, Taisha e Tilandria tiravano per terra le loro borse di scuola ed i giubbotti
e andavano a giocare con le bambole che trovavano nella sala giochi oppure mettevano i pattini a rotelle ai piedi e volteggiavano come farfalle libere sognando di essere regine lontano da quella buia crepa di mondo,
 e così trascorrevano il tempo


e di tempo ce ne voleva ogni volta per convincerle a fermarsi per un attimo per correggere i compiti e studiare e mangiare qualcosa,
latte e biscotti, frutta cereali, che probabilmente sarebbe stata anche la loro unica cena


ogni giorno Taisha aspettava Tilandria in cima alla strada
e con occhi lucidi la guardava mentre lei la piccola usciva da scuola e come prigioniera,
 oppure forse era per proteggersi rinchiusa in una bolla di sapone, ipnotizzata e stordita dal rumore del traffico e della confusione,
camminava lentamente,
lentamente


Taisha voleva che Tilandria, la sorella piccola imparasse a cavarsela da sola in quella giungla suburbana,

ma, quando Tilandria arrivava in cima alla strada,
 attraversavano la strada insieme
 perché diceva,
anzi gridava!

- all'inizio e a metà del cammino si può anche rimanere da soli,
può capitare, così è la vita, ma
il primo e l'ultimo passo si fa sempre insieme !

sempre insieme
questa è la regola
questo è il comandamento presso quelle dimenticate periferie del mondo .....

.............................................................

Taisha eri ancora piccola quella notte e gridavi
dov'eri tu quando mi hanno inchiodato alla paura?
dov'eri  quando ho portato il mio pianto in fondo alla notte?


ho il cuore in gola e il ricordo mi porta da lontano
 polizia sirene, grida, e doveva essere una festa,
 tu eri rannicchiata in un angolo con una bambola in mano
io ricordo che quella notte avevo il cuore in gola,
le grida mi soffocavano mentre correvo a cercarti
dov'ero io, dove eravamo noi quando ti hanno inchiodato alla tua paura?


"Nessuno può entrare bisogna aspettare l’ambulanza!!"
 e tu eri lì eri sola impaurita nascosta nessuno poteva abbracciarti


- dov'eri tu quando mi hanno inchiodato al dolore?

il giorno prima  in quella città cancello abbandonata nelle periferie del mondo,
 tu e altre cento bambine sul campo da basketball, migliaia di trecce al vento sui pattini a rotelle, sognavate di essere regine e sulla pista erano mille giravolte
 il cuore in gola dalla gioia e la vostra canzone al vento
era il vostro giorno atteso con ansia
i pattini come ali e cinque dollari in tasca


quella notte invece la tua canzone era un gospel un lamento,
un pianto un’invocazione
una richiesta d'aiuto


dov’ero io, dov’eravamo noi?
quella notte il sangue sull’asfalto e il lamento delle sirene
hanno chiuso la porta dei sogni e spento la musica della festa

ma i sogni vivono oltre ogni pallottola oltre ogni ferita oltre ogni lacrima

Taisha ti penso e di immagino adesso grande accanto a tua figlia
raccontare di antiche leggende di fieri popoli Africani


Taisha e ti ascolto in sogno - non avere paura, siamo grandi ormai,
il peggio è passato e noi siamo il presente!


la tua voce mi commuove, respiro profondamente e penso
se non hai perso tu la speranza dopo tante notti di dolore e di rabbia sotto questo cielo

non ho diritto di piangere miseria io che poche notti insonni ho vissuto da che sono al mondo

 ho il cuore in gola e un gospel in testa

a Birmingham Alabama qualcuno ancora ha un sogno
qualcuno ancora crede e prega che passata la notte di lacrime e rabbia
tornerà ancora la luce, il mattino e la festa


 Marco Bo

27/02/17

il cuore in gola e un gospel in testa, Birmingham Alabama 1999



- dov'eri tu quando ho portato il mio dolore sulla collina?
dov'eri tu quando mi hanno inchiodato alla paura?

sotto questo grigio cielo suburbano

ho il cuore in gola e il ricordo mi porta da lontano

 polizia sirene, grida, e doveva essere una festa,

 Taisha ascoltava rannicchiata in un angolo con una bambola in mano

- e tu dov'eri?

dov'eri  quando ho portato il mio pianto in fondo alla notte?


io ricordo che quella notte avevo il cuore in gola,
le grida mi soffocavano mentre correvo a cercarti

dov'ero io, dove eravamo noi quando ti hanno inchiodato alla tua paura?

"Nessuno può entrare bisogna aspettare l’ambulanza!!"


 e tu eri lì eri sola impaurita nascosta nessuno poteva abbracciarti

 - dov'eri tu quando sulla via mi hanno sputato in faccia?

il giorno prima era festa in quella città cancello abbandonata nelle periferie del mondo,

 e il mondo "normale" guardava in distanza

- dov'eri tu quando mi hanno inchiodato al dolore?
dove eravate voi tutti?


 il giorno prima correvi sul campo da basketball migliaia di trecce al vento e la tua canzone in testa

quella sera invece la tua canzone era un gospel un lamento,
una ninna nanna un pianto un’invocazione
una richiesta d'aiuto


 - dove eravate voi quando mi hanno sparato alle spalle?

dov’ero io Taisha, dov’eravamo noi?


ho il cuore in gola e un gospel in testa
polizia sirene, grida, e doveva essere una festa


 questa mattina il petto fa male ed ogni respiro è una freccia

un lamento mi porta il ricordo di quel giorno lontano

tu e altre cento  bambine sui pattini a rotelle
sognavate di essere regine e sulla pista erano mille giravolte

 il cuore in gola dalla gioia

 e la vostra canzone al vento
era il vostro giorno atteso con ansia
i pattini come ali e cinque dollari in tasca


quella notte il sangue sull’asfalto e il lamento delle sirene
hanno chiuso la porta dei sogni e spento la musica della festa


ma i sogni vivono oltre ogni pallottola oltre ogni ferita oltre ogni lacrima


Taisha ti penso e di immagino grande accanto a tua figlia
raccontare di antiche leggende di fieri popoli Africani


Taisha ti penso e ti ascolto in sogno
- non avere più paura, siamo grandi ormai,
il peggio è passato e noi siamo il presente!


la tua voce mi commuove, respiro profondamente e penso

se non hai perso tu la speranza dopo tante notti di dolore e di rabbia sotto questo cielo


non ho alcun diritto di piangere miseria io che poche notti insonni ho vissuto da che sono al mondo

 ho il cuore in gola e un gospel in testa
a Birmingham Alabama qualcuno ancora ha un sogno

qualcuno ancora crede e prega che passata la buia notte di rabbia
tornerà ancora la luce, il mattino e la festa


 Marco Bo

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/11/lil-primo-e-lultimo-passo.html#!/2016/11/lil-primo-e-lultimo-passo.html

24/02/17

friendly assessment n. 5 - simplicity

under this grey suburban sky
years and years digging and draining and going down into the bowels of yourself and of the universe
searching for the right verses to chant emotions and revolutions….

and then suddenly like a slap in the face that brings you back to light, back to life,
here comes simplicity

simplicity
 of those who are not afraid to hear the wails of the world
and to sing their fragile verses

semplicity
the one that bears the scars of years without turbulence
 and the one of those with smooth skin
like  water of a river that gently,
 aware that right there it will arrive, flows down to the sea

simplicity
of those who arrived on the scene only by a moment
and nothing pretended in return and everything have to give
since of the limits of their own,
fear or shame
still they do not know



  Marco Bo

constatazione amichevole n. 5 - la semplicità


sotto questo grigio cielo suburbano,
anni e anni a scavare e svuotare e scendere nelle viscere di te stesso e dell'universo
nell'intento di trovare il giusto verso per scrivere di emozioni e di rivoluzioni..........

e poi improvvisa come uno schiaffo in faccia che ti riporta alla luce, alla vita, ecco la semplicità

la semplicità di chi non ha paura di ascoltare il lamento del mondo
e di cantare il suo fragile verso

la semplicità
quella che porta senza turbamento le cicatrici degli anni
 e quella che ha la pelle liscia
come l’acqua di un fiume che dolcemente,
 perché sa che là deve arrivare, scende verso il mare

la semplicità  di chi è arrivato sulla scena soltanto da qualche istante
e non chiede nulla in cambio e tutto ha da regalare
perché dei suoi limiti,
timore o vergogna
ancora non ha

Marco Bo

23/02/17

friendly assesment n.4 - quite of an original sin


with the awareness,
thanks to consciousness of good and evil,
of being faster than any machine any gear,
any mechanism, any virtual reality
  and at times out of fear and dread of your own strength,
pretending not to know .........

this is the gift and the drama
received as a dowry at birth by humans
as a role to play
on the stage of life
under this grey suburban sky


Marco Bo

amichevole constatazione n 4 - un peccato alquanto originale


sapere di essere,
grazie alla consapevolezza del bene e del male,
più veloce di qualsiasi macchina di qualsiasi ingranaggio,

di qualsiasi meccanismo , di qualsiasi realtà virtuale
 e a volte per timore e spavento della propria forza,
fingere di non sapere.........

questo è il dono e il dramma
ricevuto in dote alla nascita dall'essere umano
come ruolo da interpretare
sul palcoscenico della vita
sotto questo grigio cielo suburbano


Marco Bo

19/02/17

friendly assessment without number - brief story of the zero

thousand of years spent adding up under this sky
from the conception of a symbol formed by two inclined wedges
 to mark an empty space


yet beneath this grey suburban dome
where the sky is plasterboard, the air is stale and the conditioned time is always the same
however one seeks to follow common sense
 and pick the right addition on the path,
in a world without numbers,
 like embroideries on conscience and free will
 counts will never add up to nothing


friendly assessment without number - brief story of the zero

Marco Bo
 

dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...