06/09/12

INDIGENA

“…Ciò che serve per sopravvivere è la verità, la capacità di

concentrarsi sulla realtà della natura, di vedere in profondità
nel mare e lontano nella foresta…”











Siamo acqua corrente,
come fiumi nella mente.
 
Siamo goccia di pioggia
che per vivere dura lotta ingaggia.
Siamo mangrovia e vediamo nella selva in profondità.
Siamo aria densa, di essa abbiamo la libertà.
 
Voliamo tra fiumi cacciando,
la preda al grande spirito immolando.
Amiamo del giaguaro il suo occhio,
preghiamo lo spirito della foresta in ginocchio.
Chiediamo solo che viva ancora la foresta,
che il “mondo civilizzato” non distrugga quel che resta.
 
Siamo acqua corrente, che bagna e rende feconda la terra.
Terra che il Tepui sorveglia e lo straniero rincorre ed afferra.
Siamo il viso stanco  della selva vergine,
siamo spirito della scimmia, non proviamo vertigine.
 
Siamo acqua torrenziale,
siamo noi l’anima della foresta pluviale.

Marco Bo
 


Marco Bo
da : CANTI DALLA PERIFERIA DEL MONDO

29/08/12

questa storia non ha luogo, tempo, nome ed ogni riferimento è puramente casuale e continua continua continua……….



cronache di ordinaria e minima discriminazione da un Bel Paese di Abbastanza Vicino



Alla cortese attenzione del CUOET Comitato Unico Organizzatore dell'Evento Teatrale

A chi di competenza,
mi rivolgo a Voi con  stima e ammirazione per lo splendido evento che, come descrivete nella Vostra presentazione, è quello che meglio rappresenta il nostro Bel Paese nel mondo.

 Detto questo credo che, pur mantenendo il più possibile l'autenticità' della rappresentazione, il mondo di oggi possa essere meglio rappresentato nell'evento stesso, e spiego di seguito brevemente cosa intendo.

Appurato che nel nostro Bel Paese di abbastanza vicino, duecento anni or sono  non c'era molta gente con tratti somatici per così dire "Esotici”, e tenendo presente che l’intenzione del CUOET è quella di mantenere al massimo l'autenticità' e la corrispondenza con il periodo rappresentato nella rassegna teatrale, autenticità negli abiti, negli utensili, accessori e suppellettili vari, 
chiarito tutto ciò, sarebbe bello che s’introducesse un nuovo premio, 
un premio alla compagnia teatrante che meglio rappresenti, nel rispetto della tradizione la realtà attuale che è multietnica e multiculturale.

Oltre a questo e soprattutto, sarebbe bello che la giuria non giudicasse mai il colore della pelle ed i tratti somatici! e mi spiego con un esempio pratico.

Supponiamo che in un paese che partecipa all’evento teatrale ci sia una famiglia originaria del Bel Paese ma con parte di tratti somatici diversi dallo "standard" del Bel Paese di Abbastanza Vicino, sarebbe tremendo che si dicesse: "Tu che hai i tratti standard puoi partecipare e tua sorella, oppure tuo marito che ha tratti differenti non può! " e la stessa cosa tra compagni di scuola, immaginate che discriminazione terribile!

Ripeto, è ben noto che in quei tempi lontani non c'erano molti "Stranieri" ma è altresì segno di buon senso permettere oggi a tutti i bambini di ogni origine e colore di partecipare alla festa e così ai grandi, altrimenti che festa è?

Quindi mi permetto di portare alla Vostra attenzione una proposta per una nuova regola e cioè:
 la giuria dell’evento teatrale valuterà l'autenticità' e la corrispondenza degli abiti, utensili, accessori ecc.
ma non giudicherà mai le persone in sè, non giudicherà mai il colore della pelle o altre caratteristiche somatiche.

Io credo che sarebbe questo un bel segno di modernità e di lungimiranza per questa bellissima festa e per il Bel Paese in generale.

Sarebbe bello altresì che il CUOET lo comunicasse pubblicamente evidenziando il rispetto delle tradizioni ma nella modernità.

 La ragione per cui Vi scrivo è che  ci è stato riferito che una compagnia teatrale ha negato la partecipazione ad alcuni bambini e famiglie adducendo che vi sia una regola dell’evento che addirittura non permette di partecipare a chi non è originario del Bel Paese di Abbastanza Vicino 

A noi sembra incredibile e sicuramente ci sarà stato un errore o un malinteso.

RingraziandoVi per la cortese attenzione porgo i Distinti Saluti con rinnovata stima ed ammirazione per l'evento per tutti gli organizzatori ed i volontari.


Questa storia non ha luogo, tempo, nome ed ogni riferimento è puramente casuale e continua continua continua……….

cronache di ordinaria e minima discriminazione da un Bel Paese di abbastanza vicino


Marco Bo. Perché ci mettiamo in cammino



“..Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per l’essenza della loro personalità..."

Oggi ho un sogno…”

28 Agosto 1963 - Martin Luther 


24/08/12

naufragio al calar della sera spiaggia di Huehuete, "Il vecchio dell’acqua" Oceano Pacifico, sud del Nicaragua




naufragio, spiaggia, sabbia e scalzi noi amici giocavamo a cercar conchiglie

quiete, silenzi e sguardi sereni e il mondo sembrava lontano lontano, 

lontano dall’altra parte della luna dell’oceano del tempo ed oltre ogni era dell' uomo, naufragio, 

naufragio

il mondo sembrava distante e gli uomini, le piante gli animali e le cose a tal punto colorate, limpide, nitide e brillanti che sembravano nuove le cose, come appena create, scaturite grezze calde e vive dal magma della terra

appena create le cose e ancora senza nome le cose, come aveva scritto il Maestro nei suoi cent’anni di solitudine e di lontananza,

naufragio

la sera i pescatori ringraziavano la luna di Maggio per il dolce passaggio al largo per la pesca della prima ora del mattino,
i ragazzi del villaggio fradici dopo il bagno e stanchi per il rammendo delle reti da pesca aspettavano le ragazze alla foce del torrente per cercar legna
 
naufragio

slanciate ragazze scalze, con lunghi e crespi capelli medusa camminavano muovendo i fianchi eleganti come onde del mare come onde del mare

naufragio



camminavano le ragazze a cercar legna per il fogòn e si appartavano nel silenzio complice della sera,
quell’istante di pace e di frastornante, eccitante e seducente solitudine sulla spiaggia 
sotto l’immenso cielo dell'America Centrale
 è uno dei tanti ricami che porto da anni sul cuore e nell’anima

naufragio

e il mondo in lontananza sussurrava sereno a tutti e a ognuno il suo sorriso che però subito scompariva piano in acqua sulla battigia, 
perché il mondo e i suoi affanni non arrivavano mai in quelle periferie lontane e dimenticate a sud del Nicaragua lungo la costa del Pacifico, sulla spiaggia di 
Huehuete " il vecchio dell’acqua"

naufragio



a Huehete incontrai quel giorno il grande Cantore Carlos Mejìa che con la sua fisarmonica cantava alla sua amata invaghita “Son tus perfumes de mujer los que me sullibeyan, los que me sullibeyan 
son tus perfumes de mujer!” 

naufragio

scalzi noi amici eravamo persi 
su quella spiaggia dimenticata nel sud del Nicaragua
 dove i dolci pendii coltivati a caffè al cospetto dei vulcani scendevano scivolano e si affidano con rassegnazione alle onde dell’impetuoso oceano, santo e tumultuoso Oceano Pacifico

naufragio

 scalzi noi amici volontari in quegli anni inseguivamo un sogno donare noi stessi a chi più aveva bisogno, donare 
noi stessi a chi più aveva bisogno

naufragio

Huehuete e poi Casares prima e dopo il maremoto,
 noi naufraghi con ricami e graffi profondi sul cuore e nell’anima

naufragio

al calar della sera la terra intera Nicaragua liberava un sospiro di sollievo al cielo e al mare,
era quello il momento esatto del giorno al tropico, quando i guai e i naufragi della vita
sembravano dissolversi e scomparire nell’aria rarefatta e leggera della sera,
e le persone, gli animali e le piante sussurrano la loro preghiera ai vulcani in lontananza 
che dai loro crateri fumanti sorvegliavano il giorno mentre il giorno posava delicatamente il sipario sul mondo

naufragio

disegni, ricami  degli anni sul cuore e nell’anima,
naufragi, derive che negli anni tornano alla mente di notte e riaffiorano sulla pelle come tatuaggi, come graffiti, e a volte graffi dolorosi
cicatrici

naufragio

 e proprio questa notte sono tornato ancora a camminare e a danzare su quel ricamo che tanti anni fa mi ha portato su quella spiaggia in Nicaragua ombelico di Centro America al calar della sera

nel sogno i vulcani in lontananza ed il Sole mi salutavano e mi indicavano ancora il cammino verso casa

 casa 
casa che non è un luogo, non è mai stato un luogo, ma un graffio sul cuore e nell’anima,
 la vera casa è quella,la via da percorrere con la pace nel cuore e in buona compagnia dei cari amici

e con gli amici e tutti i miei cari anche questa notte sono tornato a camminare il nostro sogno, il nostro viaggio, donare noi stessi a chi ha più bisogno, a chi ha più bisogno

questa l’unica certezza, l’unico punto cardinale, l’unico naufragio per cui valga la pena vivere
l’unico naufragio per cui valga la pena vivere,
l’unica via da percorrere seppur scoscesa, seppur difficoltosa e accidentata, seppur deriva seppur naufragio

naufragi santi ricami e dolci graffi, tatuaggi indelebili degli anni sul cuore e nell’anima
e da quel giorno non siamo più tornati, no da quel giorno non siamo più tornati 
 e leggero è il respiro e l’anima cullata in questo immenso mare ora pacifico ora impetuoso, impetuoso, impetuoso

naufragio,
spiaggia di Huehuete e poi Casares, sud del Nicaragua,
là dove al cospetto dei severi vulcani i dolci pendii coltivati a caffè scendono, scivolano e si affidano con rassegnazione alle onde dell’impetuoso, santo e tumultuoso Oceano Pacifico
santo e tumultuoso come il moto perenne del cuore e dell’anima

naufragio
come il moto perenne del cuore e dell’anima, e da quel giorno non siamo mai tornati, proseguiamo il nostro cammino, il nostro sogno il nostro viaggio, donare noi stessi a chi ha più bisogno, donare noi stessi a chi ha più bisogno
  naufragio,
 naufragio

Marco Bo





19/08/12

tempi facili, tempi difficili e le cose che non ho detto



siamo aquiloni al vento, ci leviamo in aria la mattina e proviamo a vivere vivere, 
a volare liberi per un istante, un singolo istante

dice la gente che sono tempi difficili, difficili difficili
io sono giorni che ci penso
e più ci penso e più mi sento abbagliato 
abbagliato dal Sole e dal vento
perso e disperso
in frammenti di tempo prima convulso e poi calmo, lento, rilassato comodo e spento spento spento

tempi facili comodi o tempi difficili
tempo e spazio a sprazzi chiari e spesso confusi
spazio e tempo 
tempo ora calmo e poi convulso
spasmodico, eccitato, concitato e  frenetico frenetico frenetico

tempi difficili, tempo difficile
ti ho amato ti lascio adesso
né nelle cose, nelle persone
né nei pensieri
rimasto uguale a quel che eri
tempo tempo tempo

dice la gente che sono tempi difficili difficili,
io certezze non né ho, ma avrei tante cose da dire
tante cose da chiedere ancora
ma faccio fatica a trovarvi
cose persone e pensieri!
forse è troppo tardi, forse ho perso l’attimo
forse non è più tempo 
forse non è più tempo

ma non mi arrendo! no non mi arrendo
raccolgo i frammenti, i cocci i pezzi di spazio e di tempo
e provo a rimettere insieme il puzzle, il ricamo il disegno della vita e degli anni 

tempo momenti istanti
forse non è tardi, no forse non è tardi!
questa mattina cercherò tutte le cose, le persone, gli amici
sorriderò a tutti e ad ognuno e racconterò  loro tutto, 
tutto, tutto!
 tutto ed ogni singola cosa ogni dettaglio, 
ogni particolare ogni sfumatura di colore, di luce,
 ogni riflesso ogni riverbero, ogni cicatrice ed ogni ricamo degli anni del tempo sulla mia anima e sul mio cuore,
 sulla mia anima e sul mio cuore

dice la gente che questi sono tempi difficili
no, non ci sono tempi facili o difficili!
c’è solo un tempo, quest’unico istante, 
un solo momento, frammento, secondo, lampo, baleno,
 e se in questo batter d’occhio riesco a dirvi vi amo! 
avrò vissuto una vita vera, una vita piena in un attimo, 
un respiro un silenzio e poi ancora vi amo vi amo vi ho amato,
 e ancora vi amo vi amo tanto tanto!
il tempo è adesso, il tempo è adesso!

vi saluto predicatori, imbonitori millantatori e fanfaroni vari!
io qui mi fermo e scendo, scendo, 
io sono un aquilone e devo bere un sorso di vento
io sono un aquilone e devo bere un sorso di vento,
un sorso di vento
e devo dire, dire ora, in questo istante tutte le cose che non ho detto

ogni particolare ogni sfumatura di colore, di luce, 
ogni riflesso, ogni riverbero,
 ogni cicatrice ed ogni ricamo degli anni del tempo sulla mia anima e sul mio cuore,
sulla mia anima e sul mio cuore
tutte le cose che non ho detto
tutte le cose che non ho detto

adesso è il tempo
 e noi tutti siamo solo aquiloni al vento, 
ci leviamo in aria la mattina e proviamo a vivere vivere,
a volare liberi per un istante, un singolo istante, un singolo istante infinito
le cose che non ho detto
le cose che non ho detto

Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino




17/08/12

Racconto musicante e contadino da un paese di abbastanza lontano



In un paese sulle colline di Abbastanza Lontano 
viveva un contadino con la sua numerosa famiglia 
viveva faticando nei campi da mattino a sera 
viveva faticando nei campi da sera a mattino

Il figlio più piccolo sin da mattina presto 
cantava e cantava senza importarsi del resto
del resto del mondo che, senza posa e sempre in affanno,
 gli girava tutt’intorno 

Il figlio ogni giorno ripeteva a tutti e ciascuno 
che la musica era il suo unico sogno 
e che da grande avrebbe girato cantando e suonando
per tutte le feste in paesi e città ed in ogni porto dimenticato e lontano 

che avrebbe circumnavigato cantando l’intero globo
 dal Pacifico plumbeo all’Atlantico blu cobalto
con la sua banda di musicanti sempre agghindata e tirata a lucido
 e lui in prima fila con il suo strumento tanto amato,
  un clarinetto magico

in quel paese di abbastanza lontano prese a girare la voce del ragazzo musicante
un po' strano, sognatore, visionario ed irriverente
che non ne voleva sapere di zappar le zolle e stava da mattina a sera a contemplarla la terra
cantando nei campi e declamando che anche le piante e gli animali, oltre che gli uomini,
avevan diritto e piacere immenso a sentir suonare e cantare le stelle

Il paese intero rideva e mormorava, mormorava e rideva di quello strano ragazzo 
strampalato e musicante sognatore e inconcludente 
ma la sua famiglia non si lasciò intimorire e nemmeno demoralizzare
e continuò a coltivare la terra ed a crescere quel figlio musicante con dedizione e con amore

- d’altra parte, dicevano padre e madre,
 non solo vigne e frumento nascono dal grembo della terra, ma anche fiori, piante ed erbe che non danno frutti allettanti da mangiare, ma che saziano l’anima ed il cuore, 
frutti piante ed erbe che sfamano cuore e anima soltanto nel rimirarle e nel contemplarle -

risulta che quell’anno il santo raccolto fu abbondante e generoso
 tanto che per il giorno del compleanno del figlio
 il contadino, la moglie e tutta famiglia decisero di fargli il regalo più bello

la mattina del compleanno il figlio trovò a colazione sul tavolo
il sogno della vita un dolce clarinetto
che lui prese a suonare in modo quasi perfetto
e da quel giorno con inaspettata maestria prese ad allietare uomini, donne e bambini in ogni paese vicino e lontano, lontano sin dove lo sguardo poteva vedere 

ed oltre ancora, dall’altra parte del mare sin dove l’oceano incontra la terra
con unico bagaglio e strumento il clarinetto, fragile e leggero eppur più forte e potente di qualsiasi arma da guerra

e così da ogni bruttura, povertà e guerra cantando e suonando per mari e per terra 
salvò migliaia di bambini con la musica e con il canto

migliaia di bambini e poi uomini e donne che con lui presero a camminare il mondo realizzando l’unica rivoluzione reale e possibile,
 la rivoluzione dell’anima dell’arte e del cuore 

migliaia di bambini e poi uomini e donne che camminarono per il mondo realizzando 
la rivoluzione dell'arte del cuore e dell’anima

un cuore ed un’anima colmi di musica e canti sono più forti e potenti di ogni arma da guerra
un cuore ed un’anima colmi di musica e canti sono più forti e potenti di ogni arma da guerra!

e realizzano giorno per giorno con umiltà e calma l’unica rivoluzione concreta e possibile su questa terra
la rivoluzione dell'arte del cuore e dell’anima


Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino


dedicato a chi coltiva la rivoluzione del cuore oltre ogni pregiudizio, 
dedicato ai genitori ed ai buoni maestri premurosi ed attenti che mai perdono fiducia nei loro figli,
dedicato a José Antonio Abreu fondatore de EL SISTEMA e di MANOS BLANCAS, progetti che in Venezuela ed in tutto il mondo grazie alla musica ed al canto salvano migliaia di bambini dalla miseria e dalla povertà 




15/08/12

invito dalla mia zolla di terra in mezzo al filare


indirizzato a chiunque possa interessare, 
invito dalla mia zolla di terra in mezzo al filare


questo è soltanto un invito rivolto a chiunque possa interessare, 
soltanto per questa giornata che nasce adesso,
 invito a non voler aggiustare il mondo ma a contemplarlo,
 a contemplare, 
soltanto contemplare il mondo dalla mia zolla di polvere e terra in mezzo al filare
invito rivolto a chiunque possa interessare

so bene che non ne avremo un guadagno, nulla ci porterà in tasca, 
né in posta e nemmeno sul conto corrente, conto ininterrotto spedito e fluente e indicizzato al parametro del tasso d'interesse della banca centrale,
 ma posso garantire un ineguagliabile ed inestimabile beneficio 
ed una grande soddisfazione nonchè contentezza ed appagamento per il cuore e per la mente

invito rivolto a chiunque possa interessare, 
questo è un invito a contemplare, soltanto contemplare, non aggiustare non aggiustare,
soltanto ammirare non aggiustare il mondo
 soltanto ammirare il mondo fin dove la linea dell'orizzonte ci consentirà di vedere

vorrei invitare chi fosse interessato, a fare un salto sulla zolla di terra di mia competenza, 
sul mio castello di polvere e  di vento ad ammirare a contemplare
a contemplare il dolce declivio della collina
ed il profilo irregolare del bosco di querce di rovi e di acacie,
ad ammirare il volo elegante del nibbio e delle poiane,
 il sentiero che si perde nel Sole e si confonde sulla linea dell'orizzonte lontano che quasi sembra un'onda agitata di un immenso mare

vorrei invitare ad osservare da vicino un fiore senza esprimere giudizi o chiedere soluzioni, 
senza cercare ragioni o formule complicate per il calcolo dello spread o del margine fisso o variabile di contribuzione/speculazione

sì, so bene che il consiglio di amministrazione non approverà tale operazione
 ma un solo minuto, un solo secondo, un solo respiro a pieni polmoni e ad occhi spalancati a contemplare da queste periferie questo nostro Mondo, e sarà evidente a tutti ed ognuno il giovamento a termine indefinito ed a tasso costantemente crescente ed agevolato

e non sarà neppure necessario volgere lo sguardo, basterà guardare di fronte a se, e aspettare le emozioni che con il vento dolcemente, delicatamente arriveranno a sfiorare il nostro viso e ci rinfrescheranno il cuore in questo interminabile pomeriggio d'estate, 
in questo interminabile pomeriggio d'estate un invito rivolto a chiunque possa interessare, 

per una volta senza batter ciglio il mondo sembrerà del tutto compreso nel nostro campo visivo e nel trascorrere di un solo secondo,
 un secondo solo
 un solo secondo

qui dalla mia zolla di terra, dal mio castello di polvere di sabbia e di vento si potrà ammirare e contemplare il dolce declivio della collina il profilo irregolare del bosco di querce,
 il volo elegante del nibbio e della poiana, il sentiero che si perde nel Sole e si confonde sulla linea dell'orizzonte lontano che sembrerà l'onda inquieta ed irrequieta di un immenso mare

e persi a rimirare in questo immenso mare, l’unica salvezza per noi sarà la deriva verso nuovi orizzonti,
orizzonti nuovi e lontani, seduti noi senza fretta e senza affanno vicino a un fiore 
senza risoluzioni, senza spiegazioni o ragioni, senza formule complicate per il calcolo del margine fisso o variabile di contribuzione

gli unici bagagli e alimenti necessari per la traversata, per il viaggio saranno semplicemente margini variabili di umane passioni e spread illimitati di compassione
soltanto margini variabili di umane passioni, un po’ di sano senso comune e di umana condivisione e compassione

invito rivolto a chiunque possa interessare, 
io per il momento null’altro so fare, 
seduto senza affanno e senza fretta dietro un fiore, mi fermo a rimirare il mondo e a contemplare, a contemplare

indirizzato a chiunque possa interessare 
invito dalla mia zolla di terra e di polvere in mezzo al filare


Marco Bo. Perché ci mettiamo in cammino





12/08/12

oggi canto i doni del buon cammino




il tuo respiro caldo nel mio respiro e sono salvo e sono vivo
il tuo caldo respiro nel mio respiro e sono salvo e sono vivo
di tutti doni del buon cammino oggi canto il dono del tuo respiro del tuo respiro

una corsa al primo Sole del mattino e sono salvo e sono vivo
sulle colline dove un tempo era il mare con te come ancora io sono salvo io sono vivo
di tutti i doni del buon cammino un canto a te salvezza in questo mare e alla nostra corsa al primo Sole del  mattino

la tua piccola mano mi sfiora l'orecchio e il tuo viso affonda sereno e sicuro contro il mio petto
 "papà sono stanca, papà e se il giorno diventa notte cosa facciamo?"
di tutti i doni del buon cammino canto il tuo stupore figlia, canto il tuo viso e la tua piccola mano

una sera d'inverno e il vostro sorriso, il vostro abbraccio al mio arrivo inatteso
e poi vicino al camino la minestra buona e un bicchiere di vino
di tutti i doni del buon cammino canto il sorriso di mia madre e di mio padre e di casa, il caldo buono

 un vecchio pallone di cuoio scucito e una partita interminabile sotto un infinito cielo d'estate
e poi noi sfiniti sdraiati in terra a rimirar le stelle “Quale sarà la nostra, quella che porta all’America?”
di tutti i doni del buon cammino canto l'abbraccio dei cari amici,   i nostri giorni d'estate e i nostri sogni felici e infiniti

e dopo la tormenta del giorno che è passato mi giro e sereno ritrovo il tuo respiro buono e anche oggi io sono salvo e sono vivo,         io sono salvo e sono vivo
di tutti i doni del buon cammino non ho più paura, non ho più domande
so dov'è il porto di partenza e quello di arrivo non temo tormenta né deriva in questo mare
so dov'è il porto di partenza e quello di arrivo non temo tormenta né deriva in questo mare

e so che nelle mani negli occhi e nei sorrisi di tutti i miei cari io sono salvo io sono vivo
nelle mani negli occhi e nei sorrisi di tutti i miei cari io sono salvo io sono vivo
io sono salvo e sono vivo!
oggi io canto i sacri doni del buon cammino

Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino




dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...