periferie del mondo..,
avvenne poi che le giornate diventarono montagne e il battito dei nostri cuori rullo di tamburi per scandire il tempo della nostra vita ...
avvenne
e noi per amore e compassione continuammo a camminare
i nostri piedi anima del nostro vagabondare presso queste sconosciute periferie dell'universo
cosa portiamo da un punto all’altro del nostro cammino dalla partenza all’arrivo dall’andata al ritorno? il racconto del mio cammino a tutti i miei cari agli amici ed alla poiana che vola sola sui vigneti e le colline, all'eterna foschia ed alla solitudine delle Ande, ai vulcani imponenti del Nicaragua, al cielo tropicale, al lago calmo della sera, ai pescatori all'oceano ed a chi nonostante il freddo di questo stanco ed insipido mondo artificiale continua a conservare la rivoluzione nel cuore
04/09/24
avvenne
Marco Bo
23/08/24
siamo la goccia
sotto questo grigio cielo di periferia transitiamo lungo strade affollate
scansiamo ansie e pensieri noti
e altri sconosciuti,
scorgiamo volti alcuni spenti
altri accesi
volti che ridono , che piangono che gridano
e andiamo
passiamo
e vediamo scorrere città, torri di cemento lungo fiumi di asfalto,
superiamo svincoli e incroci
e percorriamo canali di immissione e poi distese immense campi abbandonati in queste periferie del mondo
e andiamo
andiamo
portiamo cose e noi stessi da una punto all'altro
dalla partenza all'arrivo
e consegniamo quello che dobbiamo consegnare
e prendiamo quello che ci è dato
scansiamo ansie e pensieri noti
e altri sconosciuti,
scorgiamo volti alcuni spenti
altri accesi
volti che ridono , che piangono che gridano
e andiamo
passiamo
e vediamo scorrere città, torri di cemento lungo fiumi di asfalto,
superiamo svincoli e incroci
e percorriamo canali di immissione e poi distese immense campi abbandonati in queste periferie del mondo
e andiamo
andiamo
portiamo cose e noi stessi da una punto all'altro
dalla partenza all'arrivo
e consegniamo quello che dobbiamo consegnare
e prendiamo quello che ci è dato
a volte un sorriso
altre volte un pianto
e andiamo
andiamo....
siamo così piccoli
siamo così fragili
siamo come pietra pomice
ma così poco riusciamo trattenere di questo fragile e precario transitare presso questo angolo perso nelle periferie dell'universo..
nel setaccio del tempo se ne vanno i pensieri
le cose che non abbiamo detto
le lacrime e i sorrisi
eppure
andiamo
siamo così piccoli
siamo così fragili
e andiamo
andiamo....
siamo così piccoli
siamo così fragili
siamo come pietra pomice
ma così poco riusciamo trattenere di questo fragile e precario transitare presso questo angolo perso nelle periferie dell'universo..
nel setaccio del tempo se ne vanno i pensieri
le cose che non abbiamo detto
le lacrime e i sorrisi
eppure
andiamo
siamo così piccoli
siamo così fragili
eppure
siamo la goccia che oggi
farà traboccare il vaso verso un po' di bene,
siamo la goccia che oggi
farà traboccare il vaso verso un po' di bene,
l'unico sorso di paradiso che ci è dato di sapere e assaporare
sotto questo grigio cielo dimenticato nelle periferie dell'universo
22/08/24
il sentiero dell'adesso e qui
sotto questo grigio cielo di periferia rimandiamo un grazie
rimandiamo un sorriso ma non abbiamo un tempo infinito
rimandiamo
ma non possediamo il tempo,
noi siamo, esistiamo soltanto
e se rimandiamo
non avremo ragione
non avremo vittoria
non saremo
perchè noi nulla sappiamo
e allora nel dubbio
meglio mettersi in cammino,
il sentiero
il sentiero dell'adesso e qui
è già là davanti e ci attende
con un grazie ed un sorriso
e così sia
Marco Bo
20/08/24
salvezza
riscattare un ricordo all'oblio,
trattenerlo
come nel setaccio il granello più grosso
come l'acqua nella pietra pomice
salvezza
così chiara e limpida
eppure così difficile da riconoscere sotto questo grigio cielo perso nelle periferie dell'universo
Marco Bo
19/08/24
in cammino verso la mia Stella Polare
e mi fermai per riprendere fiato e per riconciliarmi
con i doni ricevuti lungo il sentiero della vita
e provai a schiarire la voce ansioso di trovare il giusto tono la melodia perfetta e definitiva nel centro di gravità della tormenta
in cammino verso la mia stella polare decisi in quel preciso istante, uno uguale ad un altro, a salire sul palco
per cantare la mia canzone
e lasciare una traccia del mio vagabondare in questo ramingo teatro dell'essere
sotto questa grigia cupola di periferia
verso la stella polare
per un attimo mi sentii
come un rullo di tamburi preludio di un temporale
e in quel fremore gioii e cantai alla vita
con un tono tra il basso e il tenore
felice come un piede che batte sul punto più alto della più dura salita
Marco Bo
07/08/24
esseri semplici
semplici esseri siamo
procediamo a vista e sempre avanti come scialuppe nella tempesta
cerchiamo di dare un senso a questa nostra effimera navigazione persi nelle periferie del mondo e della comprensione
e poi ci accomodiamo su un fianco per un momento
sognando una culla di pace sotto questo cielo sempre in guerra
e rimaniamo lì impauriti in silenzio
per cercare ancora pace
e un senso una direzione..
siamo fatti di terra di fuoco di acqua di vento,
cerchiamo un senso
un così sia se così deve essere
che ci aiuti a superare una volta ancora
la notte buia
questa fredda notte di periferia
e così sia
procediamo a vista e sempre avanti come scialuppe nella tempesta
cerchiamo di dare un senso a questa nostra effimera navigazione persi nelle periferie del mondo e della comprensione
e poi ci accomodiamo su un fianco per un momento
sognando una culla di pace sotto questo cielo sempre in guerra
e rimaniamo lì impauriti in silenzio
per cercare ancora pace
e un senso una direzione..
siamo fatti di terra di fuoco di acqua di vento,
cerchiamo un senso
un così sia se così deve essere
che ci aiuti a superare una volta ancora
la notte buia
questa fredda notte di periferia
e così sia
02/08/24
sulla linea di confine
perché ci mettiamo in cammino?.............
affacciato all'oblò della mia cabina incagliata sulla terraferma
provo a scrivere imperfette rime che assomiglino alla vita eterna
cerco un dialetto fatto di quella pasta salata, dolce e fiorita con il lievito madre della nostra vita,
affacciato all'oblò della mia cabina incagliata sulla terraferma
provo a scrivere imperfette rime che assomiglino alla vita eterna
cerco un dialetto fatto di quella pasta salata, dolce e fiorita con il lievito madre della nostra vita,
versi che fuoriescano da quell'impasto lasciato lì a riposare ed a lievitare piano sotto un panno pulito di speranza e di pazienza
ci provo ed insisto mi ostino e poi
mi arrendo
non ho la giusta chiave e non conosco la musica
ho soltanto quel sentito dire dentro che non si mescola con il canto
come acqua che scivola su olio
come inchiostro fresco che macchia questo mio unico foglio
chiederò al mio amore di prestarmi un accordo
e canteremo insieme,
improvviseremo
fino alla fine del mondo!
poichè sulla precaria tastiera della vita,
in fondo ed in cima, dopo e anche prima,
nulla sappiamo se non che per qualsiasi cosa
quando è il momento
è il momento!
così come viene
senza parte assegnata o spartito musicale
lungo la sottile linea di confine
tra inizio e la fine
ci provo ed insisto mi ostino e poi
mi arrendo
non ho la giusta chiave e non conosco la musica
ho soltanto quel sentito dire dentro che non si mescola con il canto
come acqua che scivola su olio
come inchiostro fresco che macchia questo mio unico foglio
chiederò al mio amore di prestarmi un accordo
e canteremo insieme,
improvviseremo
fino alla fine del mondo!
poichè sulla precaria tastiera della vita,
in fondo ed in cima, dopo e anche prima,
nulla sappiamo se non che per qualsiasi cosa
quando è il momento
è il momento!
così come viene
senza parte assegnata o spartito musicale
lungo la sottile linea di confine
tra inizio e la fine
tra un inconsapevole sguardo regalato all'orizzonte
e le giuste parole
e le giuste parole
che mai sapremo
durante il nostro fragile e precario andare
sotto questo grigio cielo
perso nelle periferie dell'universo
Marco Bo
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