13/04/23

shelter



under this cold suburban sunset
I know something
and something I can teach


I can hear a little
and I know how to listen


I know some words
and something can i say.....


although
  now
  under this gray sun
I would like to be
in that shelter
where there are those who console and those who are consoled


there are those who take care and those who are cared for, those who dream and those who are dreamed
 

under this gray steel colored Sun
who dreams
and who is dreamed
I would like to be 

 Marco Bo

 

12/04/23

rifugio

sotto questo freddo tramonto di periferia 
io qualcosa so 
e qualcosa posso insegnare
.
molte cose non so,
posso imparare

io un po' sento
e un po' so ascoltare

qualche parola la conosco 
e qualcosa posso dire.....
eppure
 adesso
 sotto questo grigio Sole 
io vorrei soltanto essere
in quel rifugio 
dove c'è chi consola e c'è chi è consolato
c'è chi cura e chi è curato
c'è chi sogna e chi è sognato
 
sotto questo grigio Sole color acciaio
chi sogna 
e chi è sognato
essere
vorrei

Marco Bo 

27/01/23

memori

 

 



sotto questo grigio cielo di periferia,
carico di paura ed isteria
le parole non contano nulla
le parole non valgono nulla
la parole sono freccie, lame affilate e arruginite
che feriscono
che lasciano il segno, cicatrici indelebili
sui nostri cuori fragili e di ansia intrisi

sotto questo grigio cielo
conta il silenzio,
vale il silenzio
tutto il prezzo della memoria

il silenzio viglie e attento
ad ogni sguardo ad ogni sospiro ad ogni sorriso ad ogni pianto
il silenzio regalato occhi negli occhi
luce salvifica
come alba di un nuovo giorno
di umana compassione
così
sia
cielo grigio periferia

Marco Bo



18/01/23

un sorriso e una a lacrima

 


 cielo grigio periferia, sorge il Sole pallido
la luna calante, ancora alta, nel cielo di marmo d'inizio Inverno, sorveglia l'attimo

  scale e vicoli come fiumi in piena portano a valle dispersi e raminghi pensieri,
sorrisi e lacrime di secoli e secoli incisi nel vento in ogni dialetto del mondo si sovrappongono
 disordinato e fragile umano mosaico

sorrisi e lacrime sassi e fiori di poco che scivolano tra il traffico e la confusione
la fortezza non ascolta le voci lontane della città e sorveglia, protegge il proprio dorato esilio

eppure noi non ci curiamo del traffico che scorre lento
perchè insieme siamo arrivati in cima alla montagna ancora e ancora
e sappiamo che, dopo ogni scalata è facile innamorarsi camminando in discesa con il nome della fatica inciso sul cuore

un sorriso e una lacrima, il sole sorge
la luna calante sorveglia questo fragile frammento d'infinito
e noi sappiamo che non vi è vittoria definitiva possibile,
questo non è un gioco di nobili e servi
è soltanto il movimento della vita
ancora e ancora
che viene e va
come onde di un mare in tempesta

ancora e ancora
un sorriso una lacrima
e poi
ancora un sorriso
così sia
cielo grigio periferia, sorge il Sole pallido
la luna calante, ancora alta, nel cielo di marmo d'inizio Inverno, sorveglia l'attimo

  scale e vicoli come fiumi in piena portano a valle dispersi e raminghi pensieri,
sorrisi e lacrime di secoli e secoli incisi nel vento in ogni dialetto del mondo si sovrappongono
 disordinato e fragile umano mosaico


Marco Bo

14/01/23

fino alla fine del paradosso

 


presso queste dimenticate periferie del mondo,
 adattare la nostra storia alla premessa
pur non avendola ben chiara essa stessa

questo il nostro fragile e sublime paradosso
eppure camminiamo
eppure crediamo lo stesso

e alla fine viviamo finchè da vivere ci è dato apparentemente
fino alla fine del nostro piccolo, fragile imponderabile sempre

cielo grigio periferie del mondo
 lieve soffio di vita sottile distorsione sulla linea spazio-temporale
fragili versi, invocazioni
nel vento leggero e dispersi come volo di farfalla, così sia
fino alla fine del paradosso
presso questi grigi cieli di periferia
........

en estas periferias olvidadas del mundo,
 ajustar nuestra historia a la premisa
a pesar de que no estè clara para sí misma

esta es nuestra frágil y sublime paradoja
sin embargo, caminamos
sin embargo, creemos

y al final vivimos mientras el vivir aparentemente nos es dado
hasta el final de nuestro pequeño, frágil imponderable siempre

cielo gris periferia del mundo
ligero soplo de vida sutil distorsión en la línea espacio-tiempo
frágiles versos, invocaciones
en el viento ligero y dispersas como  vuelo de mariposa,
así sea
hasta el final de la paradoja
cielo gris periferia del mundo
...........

by these forgotten suburbs of the world, adjusting our story to the premise
even though not clear to itself

this is our fragile and sublime paradox
yet we walk
yet we believe

and in the end we live as long as is given to us
until the end of our small, fragile imponderable ever

gray sky suburbs of the world
slight breaths of life subtle distortions on the space-time line
fragile verses, invocations in the light wind
 scattered  as the flight of a butterfly,
so be it
until the end of the paradox
gray sky suburbs of the world

Marco Bo

07/01/23

sentimenti buoni

 


 sentimenti buoni
e rughe sulla fronte

sensazioni leggere
e la nebbia le confonde

 situazioni semplici
umane distorsioni

cori dissonanze
 ritmi suoni e percussioni

per un istante ascolta con il cuore
ascolta il rumore
di queste periferie del mondo

 forse capirai e sorriderai
e allora saremo amici
 unici
non più numeri tra i numeri
mai più tanti tra i tanti

 saremo unici
saremo suoni
multicolori temporali distorsioni

  saremo corpi e anime
umani esseri
 cuori pulsanti

 cuori
 pulsanti
sì, siamo in tanti
ma siamo unici
siamo tutti rivoluzioni possibili

tutti
noi
rivoluzioni
possibili

 sentimenti liberi
e rughe sulla fronte

sensazioni buone
e la nebbia le confonde

 situazioni semplici
umane distorsioni
cori dissonanze
 ritmi suoni e percussioni
noi tutti
 rivoluzioni possibili
sotto questo grigio cielo di periferia,
così
sia

Marco Bo


un sacro canto libero su una sconfinata pianura


Kansas, inverno e gelo su una pianura sconfinata
perso e solo nella bufera a venti gradi sottozero

E' Inverno nella periferia americana dimenticata, 
una guida Sioux e sopra la nostra testa un cielo grigio acciaio 

sentirsi persi, sentirsi soli sentirsi fuori nudi e soli
persi nel vento persi nei pensieri
 persi negli affanni
eppure la paura e lo spavento non arrivano dal cielo nero fuori
ma dalla frenesia e da quell’affanno dentro dentro dentro

perso su quelle pianure io mi affidavo alla mia guida Sioux,
ascoltavo le sue parole come una preghiera una ninna nanna, un canto
perso nei pensieri,
 perso nel vento sotto un cielo nero 
e la paura non arrivava da quel cielo immenso e scuro, ma dall’affanno dentro dentro dentro

e io ascoltavo rapito i racconti di tempi andati, tempi sacri
storie  di uomini e donne che vivevano liberi leggeri e nomadi
prima di ogni tempo prima che ogni luogo avesse un nuovo nome straniero

su quelle pianure uomini e donne allora imparavano dal vento il nome vero
di ogni cosa 

su queste terre e sotto questo cielo, la mia guida raccontava e cantava che
quando volavano le aquile anche il vento si acquietava 
e quando l’inverno finiva tornavano gli spiriti della pianura 
ma quando parlava la bufera tutti i pregavano ed ascoltavano il suo canto inermi
e quando migravano i bisonti si contavano a giorni a giorni a giorni!

su quelle immense e sacre pianure dove il vento tornava eterno
dove le mandrie di bisonti si contavano a giorni 
sentirsi persi, sentirsi soli sentirsi fuori nudi fragili e soli
persi nel vento
 e lontano dai pensieri e dagli affanni

e la paura, lo spavento per un momento passavano,
come granelli di polvere persi nel vento 
ed io in quel momento ero salvo nelle parole della mia guida  come un canto, come una ninna nanna come una preghiera

ed in quel attimo tornava nel cuore il solito pensiero nomade
i
non vi è vera casa per noi su questa terra sotto questo cielo,
solo la strada è casa e la nostra vita è un canto libero su breve cammino 

non vi è vera casa per noi su questa terra sotto questo cielo
solo la strada è casa e la nostra vita è un canto libero su breve cammino 
un canto libero su breve cammino
solo un canto libero su breve cammino 

Marco Bo. 

dedicato a Cavallo Pazzo e a tutti gli spiriti Indigeni
l'8 gennaio 1877: Al grido "è un buon giorno per morire!" Cavallo Pazzo guida per l'ultima volta i suoi guerrieri Sioux all'attaco della Cavalleria degli Stati Uniti......

dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...