21/03/20

la distanza ci avvicinerà


all'inizio degli anni venti
cielo grigio e respiri d'ansia
 fiumi in piena e noi sommersi
e tra ieri ed oggi siccità e assenza 
in questo deserto senza nome

ma la distanza ci avvicinerà
tra le mura di questa città

e canteremo il nostro nome
riconosceremo ogni colore
il silenzio avrà parole nuove
anche la lontananza avrà compassione

e la distanza ci avvicinerà
tra le mura di questa città

daremo un nome ad ogni battito
accarezzeremo ogni fragile attimo
e il nostro cuore ci solleverà
oltre la frontiera della paura e della viltà

e la distanza ci avvicinerà
tra le mura di questa città

alla fine di questi anni venti
chissà se la storia avrà memoria
di noi nudi davanti al mondo
implorando pace abbracci e perdono 
tra le mura di queste città prigione
spazi di transito tra me e te
tra me e te
me e te, partenza e arrivo
arrivo e partenza
chissà se avremo 
memoria di noi 
su queste strade che ci allontano
e le distanze che ci avvicinano

.................................


at the beginning of the twenties
gray sky and breaths of anxiety
  rivers in flood and we submerged 

 between yesterday and today
drought and absence in this desert with no name

but the distance will bring us close
through the walls of this town

we will sing our names
we will recognize every color shade
silence will have new words
even the distance will have compassion of us

and the distance will bring us close
through  the walls of this town

we will name each single beat
we will caress every fragile moment
and our heart will lift us up and over
beyond the frontier of cowardice and fear

and the distance will bring us close
through  the walls of this town

in the late twenties
who knows if history will have memory
of us naked before the world
begging for peace, hugs and forgiveness
within the walls of these prison towns
transit spaces between you and me
between me and you
me and you, departure and arrival
arrival and departure
who knows if we will have
memory of us
on these roads that distance us
and the distances that bring us close

......................

 a principios de los años veinte
cielo gris y alientos de ansiedad
  ríos en inundación y nosotros sumergimos
 entre ayer y hoy sequía y ausencia
en este desierto sin nombre

pero la distancia nos acercará
dentro de los muros de esta ciudad

y cantaremos nuestro nombre
reconoceremos cada color
el silencio tendrá nuevas palabras
incluso la distancia tendrá compasión

y la distancia nos acercará
dentro de los muros de esta ciudad

le daremos un nombre a cada latido
acariciaremos cada frágil momento
y nuestro corazón nos levantará
más allá de la frontera del miedo y la cobardía

y la distancia nos acercará
dentro de los muros de esta ciudad

a finales de los años veinte
quien sabe si la historia tendrá memoria
de nosotros desnudos ante el mundo
pidiendo paz, abrazos y perdón
dentro de los muros de estas ciudades carcel
espacios de tránsito entre tú y yo
entre tu y yo
tu y yo, salida y llegada
llegada y salida
quien sabe si de nosotros tendremos
recuerdo
en estos caminos que nos alejan
y las distancias que nos acercan


Marco Bo 

13/03/20

come acqua di un ruscello che nel mare scompare


sotto questo grigio cielo
suburbano
in fondo al solco noi ci muoviamo
dove nessuno vede dove nessuno sa
e neppur si cura
noi siamo

noi siamo dov’è il corpo e non altrove
noi siamo vivi tra i rovi e le spine
nostra la lacerazione e nostro è il sangue dalle ferite
e le cicatrici e la medicina che cura
quando si fa sera

quando si fa sera
sotto questo grigio cielo
in silenzio si può ridere,
in silenzio non si può piangere

sotto questo grigio cielo suburbano
la vanità ha rotto l'incantesimo all'inizio dei giorni
ma noi torneremo insieme liberi
limpidi
come
acqua di un ruscello che nel mare scompare
..........................…

sous
ce ciel gris de banlieue
en bas dans le sillon, nous nous allons
où personne voit
où personne sait et s'en fiche
nous sommes 

 
nous sommes où le corps est et pas ailleurs
nous sommes
vivants parmi de ronces et épines
nôtre la lacération et notre la sang de lqs blessures
et les cicatrices et la médecine
quel remède quand vient le soir

quand vient le soir

sous ce ciel gris
en silence tu peux rire
en silence tu ne peux pas pleurer

sous ce ciel gris
de banlieue
la vanité a cassé le sort au début de jours
mais nous reviendrons ensemble
libre et clair
comme l'eau d'un ruisseau qui disparaît dans la mer

..............................

under this gray suburban sky
at the bottom of the furrow we move
where nobody sees
where nobody knows, cares
we are

we are where the body is and not elsewhere
we are
alive among the brambles and thorns
ours is the laceration
and our blood from the wounds
and the scars and the medicine that
cures
when evening comes

when evening comes
under this gray
suburban sky
in silence yo may laugh
in silence you cannot cry,

under this gray
suburban sky
vanity broke the spell at the beginning of the days
but we will come back together
free and clear
like
water of a stream disappearing in the sea
...................................................

bajo este cielo gris
suburbano
al fondo del surco nos movemos
donde nadie ve
donde nadie sabe ni le importa
nosotros estamos donde está el cuerpo y no en otra parte
nosostros somos

nosotros vivos entre zarzas y espinas
nuestra la laceración y nuestra la sangre de las heridas
y las cicatrices y la medicina que cura
cuando la noche se apresura

bajo este cielo gris
en silencio puedes reir
en silencio no puedes llorar

bajo este cielo gris
suburbano
la vanidad rompió el hechizo al comienzo del los dias
pero volveremos juntos libres y
limpios
como
agua de un arroyo que desaparece en el mar

 Marco Bo

02/03/20

infinito bene



presso queste dimenticate periferie del mondo, intorno agli anni 20
per decreto dovemmo privarci

 dell'infinito bene del tutto contenuto e compreso
 in un singolo abbraccio

ecco cosa fa più male in questa emergenza
rimanere per giorni e giorni assetati non di acqua, 

affamati non di pane
ma di un abbraccio

qualcosa che davamo per scontato,
il suo calore per ripararci dal freddo dell'inverno
la sua tenerezza scivolare leggera e libera su strade dure 

di asfalto e cemento sotto questo grigio cielo

impossibile concepire la sua mancanza
come se mancasse l'aria
come se ad un pesce mancasse l'acqua...

siamo così piccoli, siamo così fragili, 

per paura costruiamo barriere
solidi muri, centri di detenzione e contenimento
inferriate, cancelli e gabbie
ci difendiamo indossando guanti e mascherine
guardiamo il mondo da lontano
attraverso schermi piatti e retroilluminati
gelide luci nella notte
circondati da cemento armato
vetri antisfondamento filo spinato,
così ci difendiamo e vogliamo convincerci di essere sicuri
e poi cadiamo
sconfitti
da un invisibile nemico disperso nel vuoto assoluto
in infinitamente piccole particelle..

siamo così piccoli, siamo così fragili
il nostro primo e ultimo desiderio
sotto questo grigio cielo di periferia

è stato
 e sarà sempre
un abbraccio
questo l'unico ed infinito bene
forse il paradiso altrove
e su questa terra



Marco Bo

26/02/20

- vittime del silenzio



sotto questo grigio cielo suburbano
oggigiorno le persone raramente dicono ehi! ciao, come stai?
probabilmente temono di essere colpiti dal virus dell'affetto e della compassione

in questo angolo dimenticato d'universo, mi chiedo,
riusciremo mai a liberarci da quell'istinto di sopravvivenza che ci rende schiavi della paura?

non lo sapremo mai

non ci resta che lanciare un sussurro nel vento
così per rompere il  silenzio
forse saremo notati come qualcosa di strano,
fuori standard, non assimilabile
ma che importa
meglio un giorno non mimetizzati
che un'eternità di solitudine

ehi!
 c'è nessuno in ascolto ?


Marco Bo
 under this grey suburban sky
nowdays people rarely say hi! hey, hello how are you?
probably they fear to be effected by the virus of affection and compassion

in this forgotten corner of the universe, I wonder,
will we ever succeed to free ourselves from that instinct of survival that makes us slaves of fear?

we will never know

all we have left is to wail a whisper
so to break the wind of silence
maybe we will be noticed as something strange,
out of standard, out of range
but who cares
better a day not camouflaged
that an eternity of solitude

hello!

 anybody listening?..........


Marco Bo

28/01/20

le tue mani


sotto questo dimenticato graffio di cielo
tu cammini rasente al muro
artigli le tue mani
tagliano l'aria che respiri

polveri sottili
prigioni senza muri
uno sguardo tra le sbarre
per vedere chi vive  fuori

invisibili catene
che non sai strappare
e ti avvelenano il cuore
che più non sa ascoltare
eppure
non siamo soli
siamo miliardi, schegge di vita
nello spazio di un respiro

un respiro
un sorriso
due occhi che ti guardano
una mano che ti sostiene
per cacciare tra le crepe
ogni dolore
ogni male
sotto questo grigio graffio di cielo in periferia

sotto un graffio di cielo
tu adesso cammini lontano dal muro
al centro della strada
sguardo alto passo fiero
artigli le tue mani sì,
ma che adesso ricamano l'aria che respiri
con sogni e colori oltre queste
sbarre invisibili che ti impediscono di vedere fuori

oltre queste sbarre invisibili
migliaia di occhi che adesso sono carezze per te

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under a forgotten scratch of sky
you walk close to the walls
claw your hands
they cut the air you breathe away

fine powder
prisons without walls
a look through the bars
to see who lives outside

invisible chains
that you cannot tear
and poison your heart
that no longer knows how to listen
but yet
we are not alone
we are billions of splinters
in the space of a sigh
because a single sigh is enough
one smile
two eyes looking at you
a hand that supports you
to squeeze through the cracks
every pain
all evil
under this gray scratch of the suburban sky

under a scratch of sky
now you walk away from the wall
in the middle of the street
steady steps proud look
claws your hands yes,
but now they embroider the air you breathe
with dreams and colors beyond these
invisible bars that keep you from seeing outside

beyond these invisible bars
thousands of eyes that are now caresses for you

Marco Bo 

11/01/20

l'infinito a cui appartengo

sotto questo grigio cielo d'inverno
 inginocchiato sul più morbido letto di foglie
ho pensato al destino del mondo
ponderato sul senso del tempo
e sono rimasto in silenzio
assaporando l'aria tra narici e sterno
avevo corde tese sul mio petto
 il mio torace era come una cassa di risonanza per l'universo
e in quel momento ho chiesto perdono
ho reso grazie
ho sorriso ed ho pianto 

e sono affondato sereno nell'infinito a cui appartengo
che in quel momento ho riconosciuto 
del tutto compreso in quel sospiro

 sotto questo grigio cielo d'inverno

under this gray winter sky
  kneeling on the softer bed of leaves
I thought about the fate of the world
I pondered about the sense of time
and silent I remained
savoring the air between nose and ribs
I had strings stretched across my chest
  my chest was the sounding board of the universe
and in ther moment I asked forgiveness
I gave thanks
I smiled and I cried
and I sank serene into the infinite to which I belong
that at that precise moment I recognized
completely included in that sigh of mine
under this gray winter sky



......
 
bajo este cielo gris de invierno
  arrodillado sobre una cama
de hojas la más suave 
 pensé al destino del mundo
 reflexioné sobre el sentido del tiempo
y me quedé callado
 saboreando el aire entre nariz y tórax
tenía tensas cuerdas sobre mi pecho
  mi pecho era como una caja de resonancia para el universo 
y en ese momento pedí perdón 
di gracias
 sonreí y lloré
y me hundí sereno en el infinito a que pertenezco
que en ese momento reconocí
completamente incluido en ese suspiro
  bajo este cielo gris de invierno
 ......................
 sous ce ciel d'hiver gris
  à genoux sur le lit de feuilles plus doux
J'ai pensé au sort du monde
J'ai réfléchi au sens du temps
et je me taisais savourant l'air entre les narines et thorax
J'ai eu cordes tendues
  sur ma poitrine
  ma poitrine était comme une caisse de résonance pour l'univers
et à ce moment j'ai demandé pardon
J'ai remercié
J'ai souri et pleuré
et j'ai sombré sereinement dans l'infini auquel j'appartiens
qu'à ce moment j'ai reconnu
complètement inclus dans ce soupir
  sous ce ciel d'hiver gris

Marco Bo




08/01/20

2020 blues


sotto questo grigio cielo di periferia
all'incrocio tra una stella cadente e la sua scia
ignoti agli indifferenti ma non ai nostri cuori
clandestini in questo deserto mondo di fuori
naufraghi nel Mare del nostro miraggo di approdare
sognamo terraferma dover riposare e sussurrare il nostro amore piano
piano
e più sognamo e più le onde ci fanno allontanare
forse perchè hanno pieta di noi
 e vergogna di chi dall'altra parte del mare
non ci vuol vedere, ascoltare accogliere abbracciare 


forse perchè hanno pieta di noi
 e vergogna di chi dall'altra parte del mare
non ci vuol vedere, ascoltare accogliere abbracciare

sotto questo grigio cielo di periferia
tra i rottami di milioni di cuori in avaria
il regime dell'odio ci vuole muti ciechi ed invisibili
ma noi abbiamo colori che loro non sanno
e li indosseremo dall'alba del primo giorno
fino a che sul nostro cuore scenderà il tramonto
un cuore stanco e ferito, sfregiato da mille cicatrici
ma che saprà intonare l'ultimo canto ai venti e ai mari

siamo sottili fili di un tessuto eterno
viviamo pochi attimi, giusto il tempo di guardare intorno
un giro della cella dove siamo prigionieri
uno sguardo tra le sbarre per veder chi vive fuori
poveri come stormi in migrazione stagionale
per sempre liberi qui e altrove
per sempre liberi qui e altrove
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under this gray suburban sky
at the intersection of a shooting star and its trail
unknown to the indifferent but not to our hearts
illegal immigrants in this desert world outside
shipwrecked in the sea of ​​our mirage to arrive
we dream of dry land where to rest and whisper our love invane

and the more we dream, the more the waves drive us away
maybe they have mercy on us
 and shame of those on the other side of the sea
who don't want to see us, listen welcome and embrace us

maybe they have mercy on us
 and shame of those on the other side of the sea
who don't want to see us, listen welcome  and embrace us

under this gray suburban sky
among the wreckage of millions broken hearts
the rule of hate wants us blind invisible and silent
but we have colors that they don't even know
and we will wear them from the dawn of the first day
until the last sunset falls on our hearts
tired and wounded hearts, scarred by a thousand scars
but singing the last song to the winds and the seas

we are thin threads of an eternal veil
we live a few moments, just enough time to look away
a tour of the cell where we are prisoners
a look through the bars to see who lives outside
poor but free like flocks in seasonal migration
forever free here and elsewhere
forever free here and elsewhere


Marco Bo

dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...