all'inizio della sesta estinzione di massa,
sotto un grigio cielo di periferia
iniziarono a girare liste di presunti "non conformi"
che dovettero fare i bagagli e prepararsi ad andar via
la maggioranza silenziosa,
silenziosa rimase
e l'ultimo giorno prima di andar via,
i "controllori" gridarono al vento di cantare i loro nomi se traccia volevano lasciare,
perchè da tempo erano volati via gli ultimi testimoni
testimoni
come alberi d'acqua
radici di fuoco e rami spezzati dall'oblio e da tenebre senza cuore
i nostri figli per fortuna, erano già andati via lontano prima che iniziasse la "selezione"
i loro passi li avevano posati su sicura terraferma
ed erano riusciti ad uscire di casa prima che iniziasse la guerra
altri non erano stati così fortunati
inghiottiti dalle onde di questo mare nostro del silenzio
e del far finta di non sapere non vedere
e nemmeno provare
compassione....................
arrivavano dall'inferno in terra
cercavano un porto sicuro per il loro cuore in pena
ed erano stati ricacciati in mare
con zavorra della colpa del loro essere vittime
da sopportare....
quel giorno
quell'ultimo giorno prima di partire
le lacrime non scesero
le mani non si strinsero più
le braccia inermi scivolarono lungo rassegnati fianchi
la maggioranza delle persone
era scesa da tempo a patteggiare una pena,
di cui ragione non sapeva,
con la propria paura
paura
instillata giorno dopo giorno come veleno
diffusa su reti sociali virtuali
grigi schermi di retroilluminata solitudine di massa
paura
lanciata addosso a manciate grosse
come sabbia fine negli occhi...
si erano abbassati ed accarezzarla quella paura
quasi ringraziandola
come un fiducioso cane che fa le feste ad un miserabile padrone....
nessun libro di storia riportò tutto questo
nemmeno si scrivevano a quel tempo,
ma è così che aveva avuto inizio
la nuova era dell'odio e del silenzio,
non da un giorno all'altro
ma secondo dopo secondo
secondo dopo secondo
dopo secondo
dopo ogni singolo secondo
che inesorabilmente era trascorso
sul quadrante della piccola e della grande storia
goccia dopo goccia
che scava e scava anche la più dura roccia
lacrima dopo lacrima
che nessuno sapeva più versare
rassegnati occhi
inariditi cuori
Marco Bo