4 Aprile 1999
A Birmingham in Alabama nel quartiere popolare chiamato Gate City,
dove
noi, con altri volontari cercavamo di aiutare chi
aveva più bisogno,
tra le persone abbandonate al loro destino c'era
anche la piccola Taisha.
Taisha trascorreva con noi nel centro
giovanile della parrocchia tutti i pomeriggi, così come altri cento tra
ragazzi,ragazze e bambini.
La maggior parte di
loro non aveva nessuno a casa,
nessuno si occupava di loro fino a sera,
e
le sere, le notti a Gate City non erano tranquille.
Gate City,
periferia di
Birmingham Alabama,
periferia fatta di svincoli, centri commerciali e
super mercati, monumenti dì un illusorio benessere consumistico
e niente
più.
Periferia uguale a molte periferie di città di provincia
statunitensi,
dietro la collina e le insegne pubblicitarie più grandi,
ben nascosti si trovano i quartieri popolari come Gate City dove era
situata la parrocchia.
Il nome definiva bene la realtà e la emarginava dal resto del mondo, Gate City Città cancello o inferriata,
e così si sentiva chi sopravviveva lì, rinchiuso, isolato,
incatenato alla povertà nel centro dell’impero, nel bel mezzo del paese
più ricco del mondo.
Effimera ricchezza
come una frusta
sulla spina dorsale degli antenati di quei bambini e bambine,
antenati arrivati nel nuovo continente in catene
catene che, seppur invisibili erano ancora lì
A Birmingham Alabama nel quartiere popolare
chiamato Gate City, tra le persone abbandonate al loro destino c'era
anche la piccola Taisha, tutti i giorni dopo la scuola Taisha si fermava
allo Youth Center della parrocchia e tra compiti, giochi e attività
trascorreva qualche ora serena prima di tornare a casa alla solita notte
incerta che l’attendeva.
Quel giorno d'inizio Primavera eravamo seduti io e Taisha sulla panchina al bordo del campo da baseball,
i ragazzi giocavano l’ennesima interminabile partita guidati da Coach il grande capo e allenatore del centro giovanile.
Io leggevo ad alta voce il titolo del giornale locale che a caratteri
cubitali ricordava il tragico evento avvenuto tanti anni prima
” Martin Luther King , 4 Aprile 1968...quel giorno un colpo di pistola ha fermato il
cammino di un sogno..”
leggevo ad alta voce e all'improvviso Taisha m’interruppe esclamando
“ No way man, there is no way that a shotgun can stop a dream!
no there
is no chance in the world that a shotgun can stop a dream on his way!”
non è possibile che un colpo di pistola possa fermare un sogno in cammino,
no
non è possibile!
esclamò Taisha
guardandomi come se avesse visto un alieno caduto sulla Terra da Marte.
Oggi ho il cuore in gola e un gospel in testa
il dolore è ancora immenso e la ferita profonda
e non c’è canzone né poesia che la sofferenza lenisca o confonda.
Molti anni sono passati da quel triste giorno di Aprile
quando chi aveva il sogno più grande andava a morire
4 Aprile 1968
a Memphis Tennessee quel mattino di un lontano giorno di inizio primavera
un colpo di pistola ha dilaniato il suo un corpo mettendo fine al suo cammino su questa terra,
ma non ha fermato il suo sogno!
Poche ore prima nel suo ultimo discorso alla folla Martin Luther King aveva cantato come fosse un gospel
"... I've been to the mountaintop.
And I
don't mind.
Like anybody, I would like to live a long life. Longevity has its place. But I'm
not concerned about that now. I just want to do God's will. And He's allowed me
to go up to the mountain. And I've looked over. And I've seen the Promised Land.
I may not get there with you. But I want you to know tonight, that we, as a
people, will get to the promised land!
And so I'm happy,
tonight.
I'm not worried about anything.
I'm not fearing any man!
Mine eyes have
seen the glory of the coming of the Lord!!"
"Io sono stato in cima alla montagna...ed ho visto la terra promessa....forse non ci arriverò con voi...ma non ho paura.."
mentre intonava quel canto aveva le lacrime agli occhi, forse già sapeva
ed era pronto al sacrificio,
il suo dono che avrebbe cambiato il corso della storia per tutta l'umanità.
Ho il cuore in gola e un gospel in testa,
in tuo ricordo e con dolore nel cuore oggi io e Taisha guardiamo
le stelle del firmamento
ogni respiro è un colpo di pistola è una freccia conficcata dentro dentro
io e Taisha proviamo a continuare quel gospel inventando parole
mai più solo fratello uomo mai più sola sorella donna mai più divisi i nostri figli
mai più solo fratello uomo mai più sola sorella donna mai più soli i nostri figli
mai più soli mai più divisi i nostri figli giocheranno felici su questa terra
nel rigoglioso giardino del tuo sogno più grande,
nel rigoglioso giardino del tuo sogno più grande.
Un colpo di pistola e il cammino di un sogno
ho il cuore in gola e un gospel in testa
il dolore è ancora immenso e la ferita profonda
e non c’è canzone né poesia che la sofferenza lenisca o confonda
4 Aprile 1968 Memphis Tennessee
4 Aprile 1999 Birmingham Alabama
seduto su una panchina accanto alla piccola Taisha
ascolto con attenzione parole che voglio registrare per sempre nella mente e nel cuore
le tue parole Taisha incise come une taguaggio, una cicatrica sul cuore con ansia e timore di scordarle un giorno,
scrivo con una vecchia matita spuntata, con determinazione e attenzione per fissare tutto quanto, premendo con forza sul foglio
bianco
"non è possibile che un colpo di pistola possa fermare il cammino di un sogno ...non è possibile che un colpo di pistola possa fermare il cammino di un sogno ...no!"......
il cammino di un sogno,
i bambini ci insegnano che bastano un paio di pattini come ali e una musica in testa
per volare oltre ogni notte cupa di dolore e di rabbia
Taisha adesso che sono lontano da te,
ti penso e ti vedo grande accanto a tua figlia
a raccontare di antiche leggende e di fiere tribù nella savana Africana
Il ricordo mi commuove, respiro profondamente e penso che
se non hai perso tu la speranza dopo tante notti cupe di dolore e di rabbia,
non ho alcun diritto di piangere miseria io che poche notti insonni ho vissuto
ho il cuore in gola il ricordo mi riporta lontano
ho il cuore in gola ed ho un gospel in testa
A Birmingham Alabama, qualcuno ancora ha un sogno
qualcuno ancora crede e prega che passata la notte di rabbia
tornerà ancora la luce, il mattino e la festa
tornerà ancora la luce, il mattino e la festa
Marco Bo
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Dedicato a Martin Luther King, a Taisha a tutti gli amici di Gate City e
a tutti quelli che con speranza camminano verso il sogno più grande.
"Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in
una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro
pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho un sogno, oggi!"
Martin Luther King
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dedicato a tutta l'Africa che per le periferie del mondo ho incontrato
https://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/10/a-tutta-lafrica-nel-mondo.html