Kevin giocava sempre la stessa partita che aveva in testa
e la sera prima di scomparire inghiottito dalla notte nel quartiere accanto alla chiesa, sulle scalinate iniziava il suo sermone
..la croce dei nostri giorni
esistere
nell’epicentro del dubbio
al centro dell'incastro
tra desiderio e potere
è come restare inchiodati
alla croce di questi nostri giorni
dove nessuno è realmente quello che appare
dove nessuno è veramente tuo fratello, tuo prossimo
tuo compagno di viaggio
la croce dei nostri giorni
la croce dei nostri giorni
qui in queste dimenticate periferie del mondo,
dove tutti stanno all'erta
perché si sentono esposti ad essere intercettati
bloccati inchiodati incastrati
da codici e norme
strutture vuote degli uomini,
semplici linee di confine
tra il mondo di quello che si presume giusto, corretto
e quello che si considera impresentabile,
l’emarginato, il non allineato il non conforme alle regole
la croce dei nostri giorni
la croce dei nostri giorni
giorni in cui ognuno pensa a provvede solo a se stesso
dove tutti sono pronti e veloci a metterti in croce
per salvare se stessi dalla stessa fine
e poi la croce dell'apparire
dell’apparire sempre nel modo in cui non si è veramente
inchiodati alla croce delle scelte a favore di un altro
che non ha più volto,
e perderlo così il nostro volto
la croce dei nostri giorni
la croce dei nostri giorni
e poi
e poi là in fondo, lontano un bagliore una luce!
e nel silenzio ascoltare e rendere grazie per ogni flebile voce,
per ogni segno di pace
per ogni sorriso fugace
rendere grazie per ogni fragile richiamo
segnali di fumo, messaggi in una bottiglia lanciati verso l’ignoto
a allora rendere grazie
per ogni verso per ogni canzone per ogni sospiro
su questo vetro appannato del vivere/scivolare quotidiano
sul piano inclinato dell’essere in vita
dell’essere presenti a se stessi in questo fragile istante
la croce dei nostri giorni
la croce dei nostri giorni
è come essere barche a vela alla deriva nel centro dell’uragano,
nell’occhio del ciclone
è come avvistarsi alla deriva in questo immenso mare
è come sfiorarsi con un sorriso come fanno i bambini che con uno sguardo di intesa si accarezzano
e che disegnano con un dito il loro sorriso sul vetro appannato
la croce di questi giorni
la croce di questi giorni
ma io non mi arrendo!
no io non mi arrendo
io cerco un blu
io cerco un blu più profondo, più intenso
io cerco un blu oltre il mare che non so, il mare che non ho mai visto
un mare che non so
eppure dentro nel profondo le mie ossa sanno della sua violenza conosco la sua tempesta,
tempesta
tempesta
nel buio ti ascolto e sento
mi sento
solo.....
così concludeva il suo sermone Kevin, raccoglieva le sue poche cose in un carrello della spesa e scompariva inghiottito nella notte,
per poi ricomparire la mattina dopo e proseguire la sua partita di baseball infinita
la croce di questi giorni
la croce di questi giorni
ma io non mi arrendo
no io non mi arrendo
io cerco un blu
io cerco un blu più profondo, più intenso
io cerco un blu oltre questo mare che no so
eppure del quale conosco la tempesta..........
sono solo cronache dalle periferie del mondo
sono solo distorsioni
deviazioni
allucinazioni
contaminazioni
è la fine del vecchio percorso
è l'inizio del nuovo mondo
nuovo mondo
dal ripudiato bassofondo
s’innalza un nuovo canto
è l’inizio del futuro
sante periferie del mondo!
Marco Bo






