18/03/13

voci dalle periferie, la croce dei nostri giorni


 
a Gate City quartiere popolare Afro Americano di Birmingham in Alabama, Kevin viveva in strada e ogni giorno giocava la stessa partita di baseball,
Kevin giocava sempre la stessa partita che aveva in testa

e la sera prima di scomparire inghiottito dalla notte nel quartiere accanto alla chiesa, sulle scalinate iniziava il suo sermone 

..la croce dei nostri giorni
esistere
 nell’epicentro del dubbio
 al centro dell'incastro 
tra desiderio e potere
 è come restare inchiodati 
alla croce di questi nostri giorni 
dove nessuno è realmente quello che appare 
dove nessuno è veramente tuo fratello, tuo prossimo 
tuo compagno di viaggio 
la croce dei nostri giorni

la croce dei nostri giorni
qui in queste dimenticate periferie del mondo,
dove tutti stanno all'erta
 perché si sentono esposti ad essere intercettati 
bloccati inchiodati incastrati 
da codici e norme
 strutture vuote degli uomini, 
semplici linee di confine
 tra il mondo di quello che si presume giusto, corretto
e quello che si considera impresentabile,
 l’emarginato, il non allineato il non conforme alle regole 
la croce dei nostri giorni

la croce dei nostri giorni
giorni in cui ognuno pensa a provvede solo a se stesso 
dove tutti sono pronti e veloci a metterti in croce 
per salvare se stessi dalla stessa fine
e poi la croce dell'apparire
dell’apparire sempre nel modo in cui non si è veramente
 inchiodati alla croce delle scelte a favore di un altro 
che non ha più volto, 
e perderlo così il nostro volto
la croce dei nostri giorni

la croce dei nostri giorni
e poi
e poi là in fondo, lontano un bagliore una luce!

e nel silenzio ascoltare e rendere grazie per ogni flebile voce, 
per ogni segno di pace
 per ogni sorriso fugace 
rendere grazie per ogni fragile richiamo
segnali di fumo, messaggi in una bottiglia lanciati verso l’ignoto

a allora rendere grazie
per ogni verso per ogni canzone per ogni sospiro
 su questo vetro appannato del vivere/scivolare quotidiano 
sul piano inclinato dell’essere in vita 
dell’essere presenti a se stessi in questo fragile istante
la croce dei nostri giorni

 la croce dei nostri giorni
è come essere barche a vela alla deriva nel centro dell’uragano,
 nell’occhio del ciclone 

è come avvistarsi alla deriva in questo immenso mare
è come sfiorarsi con un sorriso come fanno i bambini che  con uno sguardo di intesa si accarezzano
e che disegnano con un dito il loro sorriso sul vetro appannato

la croce di questi giorni

la croce di questi giorni
ma io non mi arrendo!
no io non mi arrendo 
io cerco un blu 
io cerco un blu più profondo, più intenso
io cerco un blu oltre il mare che non so, il mare che non ho mai visto

un mare che non so
eppure dentro nel profondo le mie ossa sanno della sua violenza conosco la sua tempesta,
tempesta

tempesta
nel buio ti ascolto  e sento
mi sento
solo.....

così concludeva il suo sermone Kevin, raccoglieva le sue poche cose in un carrello della spesa e scompariva inghiottito nella notte,
 per poi ricomparire la mattina dopo e proseguire la sua partita di baseball infinita

la croce di questi giorni
la croce di questi giorni
ma io non mi arrendo
no io non mi arrendo 
io cerco un blu 
io cerco un blu più profondo, più intenso
io cerco un blu oltre questo mare che no so
eppure del quale conosco la tempesta..........

sono solo cronache dalle periferie del mondo
sono solo distorsioni
 deviazioni
allucinazioni
contaminazioni
 è la fine del vecchio percorso
è l'inizio del nuovo mondo

nuovo mondo 
dal ripudiato bassofondo
s’innalza un nuovo canto
è l’inizio del futuro
sante periferie del mondo!

Marco Bo







15/03/13

canzon nel vento




ci sono giorni di forte vento
previsioni incerte per il tempo presente
tempo arrogante
tempo difficile
tempo indolente
uomini e donne
prigionieri nell’illusione
 di un effimero tempo presente

ci sono giorni di forte vento
previsioni incerte per il tempo presente
gocce di paura
grandine di incertezza
fulmini di rabbia
tuoni di risentimenti
e nebbia nel cuore
nebbia in testa e nel cuore
nebbia e paura
nebbia

ci sono giorni di forte vento
e quando il vento mi grida in faccia il suo spavento
quando il vento posa sulla porta di casa le sofferenze del mondo
io senza timore mi pongo in ascolto
e con un martello di sorrisi e speranza
rinforzo i paletti di fiducia che ho in testa

ci sono giorni di forte vento
previsioni incerte per il tempo presente
tempo prepotente
tempo scorbutico
tempo indolente
uomini e donne
prigionieri della falsa illusione
 di un eterno tempo presente

ci sono giorni di forte vento
gocce di angoscia
grandine di sensi di colpa
fulmini di rabbia
tuoni di rancori
e nebbia nel cuore
 nebbia in testa e nel cuore
nebbia e paura
nebbia

ci sono giorni di forte vento
e quando il vento mi grida in faccia il suo sgomento
quando il vento posa sulla porta di casa i dolori del mondo
senza dubitare io mi pongo in ascolto
e con un martello di fantasia e speranza
puntello i paletti di fiducia che ho in testa

fiducia infinita nell'essere umano,
 fiducia nel sogno di un mondo migliore
fiducia nell’ancestrale istinto di migrare
fiducia nel sogno di arrivare al mare
fiducia in un acino d'uva schiacciato fra le dita
fiducia nel nettare di una nuova vendemmia di pace e di bene
fiducia nell'amore e nella compassione che alberga in ogni cuore
 speranza e fiducia che si alimenta e cresce grazie al sorriso di chi è più debole di chi è più piccolo 
e senza esitare ripone in me ogni suo sogno ogni aspirazione,
 fiducia fiducia
fiducia

ci sono giorni di forte vento
previsioni dubbie per il tempo presente
gocce di illusioni
grandine di timori
fulmini di rabbia
tuoni di rancori
e nebbia nel cuore
nebbia in testa e nel cuore
nebbia nebbia
nebbia e paura
paura

ci sono giorni di forte vento
e quando il vento mi urla in viso il suo spavento
quando il vento lascia sulla porta di casa le sofferenze del mondo
io senza esitare mi metto in ascolto
e con un martello di passioni e speranze
rinforzo i paletti di fiducia che ho in testa

e tendo un cavo da un estremo all'altro 
di questo fragile e infinito istante
 disperso nel mare dell’enigma eterno
prendo fiato stringo una mano attorno al cavo teso sul mistero del mondo
porgo l'altra mano ad ogni nuovo compagno di viaggio
 e parto ancora per il mondo con la pace nel cuore e con un sorriso al vento

ci sono giorni di forte vento
previsioni incerte per il tempo presente
tempo insolente
tempo arrogante
tempo indolente
uomini e donne
prigionieri della percezione
 di un illusorio
infinito tempo presente

sì, ci sono ancora giorni di forte vento
ma non ho più paura
non ho più paura
non ho più paura

senza esitare mi abbandono in ascolto
prendo fiato stringo una mano attorno al cavo teso sul mistero eterno
porgo l'altra mano ad ogni nuovo compagno di viaggio
 e parto ancora per il mondo con la pace nel cuore e con un sorriso al vento


Marco Bo




13/03/13

canzone per una rivoluzione possibile e buona come il pane




sentimenti buoni
e rughe sulla fronte
sensazioni leggere
e la nebbia le confonde
 situazioni semplici
umane distorsioni
cori dissonanze
 ritmi suoni e percussioni

suoni multicolori
periferie del mondo
 corpi e anime
rumori di fondo
 uomini e donne
 cuori pulsanti
 cuori
 pulsanti
e siamo in tanti
sì, siamo in tanti
siamo tutti rivoluzioni possibili

siamo 
tutti 
rivoluzioni
 possibili

  noi siamo gli ultimi
quelli che dicono
 le cose a metà
non per paura del mondo
o per paura delle persone
per non appesantire le parole
per non perdere la magia
 di pochi e semplici suoni
 e pensieri buoni
buoni come il pane

pensieri buoni
  cantati con calma
 e pace nel cuore
 litanie e canzoni
cantate con fede
e pace nel cuore

sentimenti buoni
e rughe sulla fronte
sensazionileggere
e la nebbia le confonde
 situazioni semplici
umane distorsioni
cori dissonanze
ritmi suoni e percussioni

noi non sappiamo dire
 assolutamente sì
noi non sappiamo dire assolutamente no,
nemmeno sappiamo
 sussurrarlo nella mente no
noi siamo fatti così
siamo fatti cosi'


viviamo mano nella mano
viviamo lentamente
viviamo sottovoce
 e ridiamo nella mente
a passi leggeri
assaporiamo ogni sentiero
e sorridiamo ad ogni nuovo compagno 
che incontriamo nel cammino

se ci guardi  con la coda dell'occhio
a malapena ci percepirai

se ti volti solo per un secondo
nel tuo campo visivo ci inquadrerai

se ti soffermi per qualche fragile istante
 forse riconoscerai le nostre rughe rassicuranti
 scolpite sul viso
dal vento e dagli anni
scolpite sul viso
dal vento e dagli anni

e se alla fine ci ascolterai per qualche secondo
 forse capirai, sorriderai
e saremo amici noi
non più soltanto numeri tra i numeri
non più soltanto
 alcuni tra i tanti
tanti
numeri

se invece gli occhi degli uomini e delle donne semplici si chiudono
 allora vincono i prepotenti

ma se gli occhi degli uomini e delle donne semplici si uniscono in un solo canto allora vincono i sentimenti 
i sentimenti

 canzone della rivoluzione possibile
con determinazione e fiducia io e te fermeremo il tempo,
con fiducia e determinazione noi cambieremo il mondo

sentimenti buoni
e rughe sulla fronte
sensazioni leggere
e la nebbia le confonde
 situazioni semplici
umane distorsioni
 cori dissonanze
ritmi suoni e percussioni

suoni multicolori
periferie del mondo
 corpi e anime
rumori di fondo
 uomini e donne 
e siamo in tanti
 cuori pulsanti
cuori 
pulsanti 
noi siamo in tanti
sì, siamo in tanti
siamo tutti rivoluzioni possibili
siamo 
tutti 
rivoluzioni 
possibili

noi siamo quelli
 che dicono le cose a metà
noi siamo quelli
 che dicono le cose a metà
non per paura del mondo
non per paure delle persone
per non appesantire
 i suoni e le parole
per non perdere la magia
 di pochi e semplici
 pensieri buoni
buoni come il pane
 cantati con calma
 e pace nel cuore
 cantati con fede
 e pace nel cuore

noi non sappiamo dire
 assolutamente sì
noi non sappiamo dire  assolutamente no,
nemmeno sappiamo
sussurrarlo nella mente
siamo fatti cosi'
noi siamo fatti così

viviamo giorno a giorno
 viviamo lentamente
viviamo sottovoce
e ridiamo nella mente
a passi leggeri
assaporiamo il sentiero
e sorridiamo ad ogni nuovo compagno di viaggio

se gli occhi degli uomini e delle donne semplici si chiudono
 vincono i prepotenti i prepotenti

ma se gli occhi degli uomini e delle donne semplici si uniscono in un solo canto
 allora vincono i sentimenti

 canzone della rivoluzione possibile
con determinazione e fiducia io e te fermeremo il tempo,
con fiducia e determinazione noi cambieremo il mondo

sentimenti buoni
e rughe sulla fronte
sensazioni buone
e la nebbia le confonde
 situazioni semplici
umane distorsioni
cori dissonanze
 ritmi suoni e  percussioni

e se alla fine ci ascolterai
 per qualche secondo
 forse capirai, sorriderai
e saremo amici non più soltanto numeri tra i numeri
non più soltanto tanti tra i tanti
tra i tanti tanti
tanti numeri tanti

sentimenti buoni
sensazioni
 situazioni semplici
distorsioni
 dissonanze ritmi e percussioni,
suoni del mondo
rumori di fondo
periferie
corpi e anime
 uomini e donne
 cuori pulsanti
 cuori 
pulsanti
 e siamo in tanti
siamo la rivoluzione possibile
 possibile e buona
buona come il pane
come il pane

sentimenti buoni
e rughe sulla fronte
sensazionileggere
e la nebbia le confonde
 situazioni semplici
umane distorsioni
 dissonanze ritmi
 suoni e  percussioni

canzone della rivoluzione possibile
e buona come il pane




08/03/13

le virtù dell’essere umano e la stagione dei saldi



“…Quest’anno il valore medio di uno scontrino sotto i saldi si è ridotto del 50%......”

il valore medio di uno scontrino sotto i saldi
non corrisponde al talento straordinario di un comune essere umano

la virtù di un essere nato nelle grandi distese pastore e nomade 
non è determinata dal valore medio di uno scontrino sotto i saldi

il significato di migliaia di anni di storia trascorsa sotto i cieli del mondo
non si trova nel valore medio di uno scontrino sotto i saldi 

il mio pianto il mio sorriso la tua mano tesa al mio silenzioso grido di aiuto
non si percepiscono nel valore medio di uno scontrino sotto i saldi

“..se i conti cambiano e i saldi a consuntivo si scostano dalle previsioni 
bisognerà rivedere l’outlook  ed il tasso di crescita stimato per il prossimo anno……..

……no, non sono importanti la qualità, il sapore o la fragranza, è sufficiente che lo snack sia abbastanza dolce o salato ed un cliente medio lo acquisterà senza alcun dubbio…………”

no!
no, per quanto mi riguarda non mi scosterò dal mio cuore nemmeno per un attimo
no, non mi arrenderò all’abbruttimento dell’anima

no, non inseguirò il miraggio di un effimero viaggio
 verso un falso paradiso in saldo
 catalogato con codice a barre, 
scannerizzato tra pacchi di pasta, cioccolato in offerta 
e scarpe di plastica/spazzatura riciclata e condita al piombo 
prodotte da servi e schiavi del  cosiddetto“civilizzato primo mondo”  
no

no grazie,
 seppure nato e cresciuto tra asfalto e cemento 
oltre a percepire il dolce e il salato
il mio palato e il mio cuore riconoscono ancora il caldo tepore del Sole sul viso
l’odore acre e pungente delle zolle di terra dopo un giorno di pioggia
il lamento del mare malinconico e solo in una mattina di inverno 
la scarica di passione e di pace che solo la tua mano posata sul mio petto mi sa dare 
la sera quando al termine del nostro quotidiano peregrinare andiamo a dormire
e mille altre cose che il valore medio di uno scontrino sotto i saldi
non potrà mai eguagliare, non potrà definire mai
mai

il valore medio di uno scontrino sotto i saldi
non corrisponde al talento unico e straordinario di un comune essere umano

la virtù di un essere nato nelle grandi distese pastore e nomade 
non è determinata dal valore medio di uno scontrino sotto i saldi

il significato di migliaia di anni di storia trascorsa sotto i cieli del mondo
non si trova nel valore medio di uno scontrino sotto i saldi 

il mio pianto il mio sorriso la tua mano tesa al mio silenzioso grido di aiuto
non si percepiscono nel valore medio di uno scontrino sotto i saldi
no!
fine delle trasmissioni 
per il momento


Marco Bo






04/03/13

poche righe relegate in cronaca un po’ rosa e un po’ nera, cartolina con caffè espresso dal bel paese dei balocchi




poche righe relegate in cronaca un po’ rosa e un po’ nera
cartolina con caffè espresso corretto sangue dal bel paese dei balocchi

le vittime degli abusi attendono giustizia
i morti nel sinistro attendono giustizia
i responsabili del dipartimento non ne sapevano nulla
secondo i loro legali l'incidente non poteva essere evitato,
secondo i loro segretari non erano informati di quanto succedeva
i presunti colpevoli  affranti invocano clemenza
le vittime degli abusi attendono giustizia
gli indifferenti attendono e basta
e il mondo guarda in distanza

i giornali segnalano i famigliari delle vittime 
come gente semplice che fuori dell’aula forma un’indecente gazzarra
la corte dei porporati si ritira per deliberare
la pena viene ridotta ulteriormente per mille clausole e cavilli legali, 
non ultimo il fatto che non ci fosse abbastanza carta per stampare 
tutti documenti prodotti dai rappresentanti legali dei famigliari 

le vittime degli abusi attendono ancora giustizia
i legali informano che i garanti non ne sapevano nulla
i presunti colpevoli distrutti invocano clemenza
le vittime degli abusi attendono giustizia
gli indifferenti attendono e basta
e il mondo guarda in distanza

le vittime si sentono ormai senza speranza
le vittime degli abusi si sentono in colpa
i carnefici parteciperanno alla giuria per l'elezione del miglior rappresentante della comunità 
i giurati si chiudono in conciliabolo per deliberare
sono troppo potenti per rispondere alla diceria : 
“non potevano non sapere…”

le vittime degli abusi attendono ancora giustizia
i legali dichiarano che i garanti non erano informati
i presunti colpevoli  addolorati invocano clemenza
le vittime degli abusi attendono giustizia
gli indifferenti attendono e basta
e il mondo guarda in distanza

nel bel paese dei balocchi si produce ottima pasta e vino eccellente, 
profumi sublimi, accessori di lusso e moda di gran pregio 
 le migliori locations sono vendute all’asta al miglior offerente
nelle feste esclusive scorre a fiumi il vino d'annata 
le macchine fuoriserie superano abbondantemente i 200 all'ora, 
e l'umanità si è persa 
si è persa per strada da troppo tempo, 
la compassione è un ricordo sbiadito e lontano, 
il mondo guarda in distanza con distacco e arroganza
e inorridisce di fronte a questa quotidiana carneficina 
di fronte a questo circo inumano a questo spettacolo indecente.....
da noi poche righe relegate in cronaca un po’ rosa e un po’ nera

arene televisive per cucinare la nuova pietanza surgelata ma di tendenza 
condita con l'intervista esclusiva ai famigliari dell'ultima vittima di violenza 
arene televisive e per imbonire e terrorizzare a corrente alternata
pensionati trascurati e abbandonati a loro stessi in appartamenti di periferia…
 la lista potrebbe continuare all’infinito
e le vittime attendono ancora giustizia…….

le vittime degli abusi attendono ancora giustizia
i legali informano che i garanti non ne sapevano nulla
i presunti colpevoli  affranti invocano clemenza
le vittime degli abusi attendono giustizia
gli indifferenti attendono e basta
 le vittime attendono ancora giustizia…….

 tutto è sotto controllo
solo poche righe relegate in cronaca un po’ rosa e un po’ nera
cartolina con caffè espresso corretto sangue dal bel paese dei balocchi


Marco Bo

02/03/13

Il giorno del giudizio pensieri leggeri in attesa in coda allo sportello del Centro Unico Prenotazioni




il giorno del giudizio
pensieri leggeri 
in attesa in coda
 allo sportello del Centro Unico Prenotazioni per non so cosa, per non so dove

pensieri sparsi in coda allo sportello del Centro Unico Prenotazioni 
in attesa dell'ennesimo esito
 in ansia per il resoconto
 con il bollettino pre-stampato in mano
 pronto per il pagamento
e il dubbio rimane lì in coda in attesa

 e le cose le cose
le cose che ho dentro
 le cose che ho detto
 le cose che ho visto
 le cose che ho fatto
 le lacrime che ho pianto
 le risate che ho liberato al vento
 dal giorno in cui sono nato
 in una culla di luce e di pace, 
ai freddi giorni di pioggia e di vento
 vissuti sulla strada 
la strada della vita
 che nel tempo mi ha portato a migrare 
 a vagabondare lontano lontano nel mondo 
come un cane selvatico 
come un uccello rapace
rapace

a volte, 
mentre sono in attesa prigioniero dell'ennesima coda, 
immerso mio malgrado 
nelle altrui storie, conversazioni, considerazioni e recriminazioni, 
in attesa dell'ennesimo esito
 e pronto per il versamento con il bollettino pre-stampato in mano, 
a volte, sento nell'aria intorno, satura di storie, 
un lieve malessere nascere dentro, dentro
 una leggera nausea, un senso di perdita imminente
.....sono le cose

le cose 
le cose che ho dentro
 le cose che ho detto 
le cose che ho fatto,
 le cose che ho visto
 le cose che ho desiderato 
durante questa porzione di vita vissuta
porzione di vita vissuta e masticata
a volte lentamente altre volte avidamente 
vita vissuta e masticata 
masticata

sono le cose 
le cose che ho in corpo
le cose che ho dentro
  a volte si svegliano e tentano di scappare 
vogliono uscire 
ed io non riesco a trattenerle
 non riesco a  controllarle ormai

le cose, le cose
e per cose intendo le emozioni
 i sentimenti
 i sogni i desideri che ho dentro dentro.... 
perché in fondo in un mondo fatto in buona parte di plastica di asfalto e di  cemento,
 mio malgrado, non riesco a non pensare a volte alle emozioni e ai sentimenti
 come fossero cose plasmate e forgiate nello spazio e nel tempo 
nel tempo, 
in questo tempo grigio e spento frenetico
 disattento e  violento
 tempo calpestato e violento 

sì lo so che non è elegante e nemmeno bello poeticamente, 
ma questa non è una poesia, questa è solo una rendicontazione,  
un lista della spesa, 
un resoconto, un pro-memoria in attesa in coda  allo sportello del Centro Unico Prenotazioni per non so cosa, per non so dove
 un memo per questi tempi e momenti precari e difficili
confusi e frenetici e fragili
fragili

e a volte, perso in coda ad aspettare mi attanaglia il dubbio
noi delle nuove generazioni analogiche e poi digitali,
 avremo noi in corpo e nell'anima
quegli anticorpi santi e buoni per resistere ai mille mali del mondo
 alle mille insidie di questa falsa giungla di micro-circuiti, di plastica e di cemento? 
quegli anticorpi santi e buoni che avevano in nostri antenati cacciatori , pastori nomadi e poi contadini 
nella vera giungla e poi nella savana?

e il dubbio rimane lì in coda in attesa
 e le cose le cose
le cose che ho dentro
 le cose che ho detto
 le cose che ho visto
 le cose che ho fatto
 le lacrime che ho pianto
 le risate che ho liberato al vento
 dal  giorno in cui sono nato
 in una culla di luce e di pace, 
ai freddi giorni di pioggia e di vento
 vissuti sulla strada 
la strada della vita
 che nel tempo mi ha portato a migrare 
 a vagabondare lontano lontano nel mondo 
come un cane selvatico 
come un uccello rapace
rapace

 a volte a volte tutte queste cose a turno 
oppure tutte assieme disordinatamente
 vogliono scappare da me ed io non riesco a trattenerle
no, non riesco più a controllarle

volano via da me le cose
 come fossero palloncini al vento, volano lontano
come fragili farfalle 
e io provo con un retino intrecciato a  fitte maglie di ansie, 
 di desideri di sogni e di aspirazioni ancora vive e mai sopite mai spente sotto la cenere,
 io  provo a riacchiapparle le cose
perché vorrei provare a cambiarle, vorrei migliorarle, 
vorrei ancora forgiarle perchè imperfette e distorte
 dall'intemperie e dalle tormente degli anni 

ma ormai è tardi,
 ormai è tardi, tutte quelle cose non sono più mie ormai,
 non sono più mie no, 
 le cose sono ormai delle persone che ho intorno, che ho accanto
sì, mi rendo conto, prendo atto che le mie cose sono delle persone intorno, 
persone conosciute e care oppure sconosciute ed a me estranee 
persone come me in coda in attesa in attesa 
ma questo non e' rilevante adesso, 
ormai sono andate lontane da me le cose sono volate lontano

 ed io rimango solo
solo ed attonito con il mio retino malandato in mano, 
il mio retino intrecciato a fitte maglie di ansie di desideri, 
di sogni e di ispirazioni ancora vive ancora crude ancora nude sotto questo cielo di aria condizionata, 
perse nella foschia di questo mondo di periferia
abbandonate sotto il Sole e sotto le intemperie dell'inverno
inverno

le cose
 le cose che ho dentro
le cose che ho detto 
le cose che ho visto
 le cose che ho fatto le lacrime che ho pianto
le risate che ho liberato al vento 
dal  giorno in cui sono nato in una culla di luce e di pace,
 ai giorni di freddo e di pioggia
giorni trascorsi sulla lunga strada della vita 
strada della vita che mi ha portato nel tempo
a migrare e vagabondare lontano 
lontano nel mondo come un cane selvatico
 come un uccello rapace
rapace

e perso in coda ad aspettare  allo sportello del Centro Unico Prenotazioni per non so cosa, per non so dove, mi attanaglia ancora il dubbio

noi delle nuove generazioni analogiche e poi digitali,
avremo noi quegli anticorpi santi e buoni per resistere ai mille mali del mondo, 
alle mille insidie di questa falsa giungla di plastica di asfalto e cemento?,
  avremo noi quegli anticorpi santi e buoni che avevano in nostri 
antenati cacciatori, pastori nomadi e poi contadini nella vera giungla e poi nella savana?

e il dubbio rimane li in coda in attesa

e adesso adesso che sono sulla via del ritorno vorrei soltanto trovare un prato,
 un prato immenso per giocare un po' , per perderlo il tempo con il mio retino fatto a maglie fitte di ansie desideri e aspirazioni 
a rincorrere le cose che ho fatto negli anni,
 i sentimenti che ho perso e le emozioni che svolazzano come farfalle allegre nell'aria leggera della nuova  primavera in arrivo
della nuova primavera in cammino nonostante tutto nonostante il freddo e il gelo di questo falso ed effimero mondo artificiale 

pensieri sparsi in coda allo sportello del Centro Unico Prenotazioni per non so cosa per non so dove in attesa dell'esito
 in ansia per il resoconto con il bollettino pre-stampato pronto per il pagamento
il giorno del giudizio……..

e il dubbio rimane lì in coda in attesa
 e le cose le cose
le cose che ho dentro
 le cose che ho detto
 le cose che ho visto
 le cose che ho fatto
 le lacrime che ho pianto
 le risate che ho liberato al vento
 dal  giorno in cui sono nato
 in una culla di luce e di pace, 
ai freddi giorni di pioggia e di vento
 vissuti sulla strada 
la strada della vita
 che nel tempo mi ha portato a migrare 
a vagabondare lontano 
lontano nel mondo 
come un cane selvatico 
come un uccello rapace
rapace


pensieri sparsi in coda allo sportello del
 Centro Unico Prenotazioni per non so cosa per non so dove in attesa dell'esito
 in ansia per il resoconto con il bollettino pre-stampato pronto per il pagamento
il giorno del giudizio……

Marco Bo


01/03/13

fatti non foste per vivere come schiavi, suoneria rap per un sano risveglio quotidiano



rap-suoneria sveglia quotidiana

fatti non foste per sopravvivere come bruti muti muti muti muti
fatti non foste per vivere come schiavi
fatti non foste per sopravvivere come bruti muti muti muti muti

non siamo tabula rasa
non siamo cartine mute
non siamo risposte chiuse 
a domande vuote vuote inutili e vuote

non siamo numeri matricole
codici a barre o selezioni multiple
non siamo numeri matricole
codici a barre o selezioni multiple

noi siamo donne e  uomini
carne e sangue anima e cuore
acqua vento polvere e sudore
acqua vento polvere e sudore

fatti non foste per sorpravvivere come bruti muti muti muti muti
fatti non foste per vivere come schiavi
fatti non foste per trascinarvi come bruti muti muti muti muti

fatti non foste per vivere come schiavi
fatti non foste per vivere di rimasugli e briciole 
fatti non foste per aspettare il nulla quotidiano
il nulla quotidiano crescere crescere

il nulla nulla nulla
 un vuoto a perdere infarcito di vanità, 
falso comfort, illusoria felicità
aria fritta viziata e vuota
 condita con effimeri sogni
 di illusorio benessere 
acquistato a rate in contanti, a credito
 a tasso fisso o variabile
variabile precario instabile mondo fragile 
fragile e volubile
  volubile variabile
variabile

no, fatti non foste per sopravvivere come bruti muti muti muti muti
fatti non foste per vivere come schiavi
fatti non foste per trascinarvi come bruti muti muti muti muti

non siamo tabula rasa
non siamo cartine mute
non siamo risposte chiuse 
a domande vuote vuote inutili e vuote

non siamo numeri, matricole
codici a barre o selezioni multiple
non siamo numeri matricole
codici a barre o selezioni multiple

noi siamo donne e uomini
carne e sangue anima e cuore
acqua vento polvere e sudore
acqua vento polvere e sudore

fatti non foste per aspettare il nulla quotidiano
il nulla dispensato a dosi prestabilite
 da grandi fratelli virtuali digitali tridimensionali
il nulla distribuito in dosi massicce e costanti 
come amara medicina quotidiana
dolce veleno di questi anni fragili
fragili fragili fragili

no, fatti non foste per vivere come schiavi
fatti non foste per vivere di rimasugli e briciole
fatti non foste per aspettare il nulla quotidiano
crescere crescere 
il nulla nulla, 
solo un vuoto a perdere infarcito di vanità, 
falso comfort, illusoria felicità
aria fritta viziata e vuota
 condita con effimeri sogni
 di illusorio benessere acquistato a rate
 in contanti, a credito
 a tasso fisso o variabile
variabile precario e instabile 
mondo fragile
fragile e volubile variabile
variabile

e allora sveglia sveglia sveglia sveglia sveglia sveglia …
riprendiamoci lo spazio 
 immergiamoci nella luce 
affondiamo nei colori del mondo vero
vero vero mondo vero

 accogliamo a braccia aperte chi vive fuori
chi a stento vive di stenti fuori fuori
 al freddo fuori fuori fuori fuori
scendiamo per strada ad ogni ora in ogni stagione,
 alziamo lo sguardo e respiriamo aria nuova pura pura pura

fatti non foste per sopravvivere come bruti muti muti muti muti
fatti non foste per vivere come schiavi
fatti non foste per trascinarvi come bruti muti muti muti muti

non siamo tabula rasa
non siamo cartine mute
non siamo risposte chiuse
a domande vuote vuote inutili e vuote

non siamo numeri, matricole
codici a barre o selezioni multiple
non siamo numeri, matricole
codici a barre o selezioni multiple

noi siamo donne e uomini
carne e sangue anima e cuore
acqua vento polvere e sudore
acqua vento polvere e sudore

no, fatti non foste per vivere come schiavi
fatti non foste per vivere come schiavi
fatti non foste per sopravvivere come bruti muti muti muti muti
ma per camminare il mondo 
camminare il mondo 
mano nella mano nella mano nella mano..........

 fatti non foste per sopravvivere come bruti muti muti
e questo non è l'inferno, no questo non è l'inferno
  questo è il paradiso 
questo è nostro nuovo mondo libero e pieno di colori e suoni 
e questa è una suoneria rap
 per un buono e sano risveglio quotidiano 

Marco Bo







dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...