Madrid, Aprile 2004
In attesa all’aeroporto
VOLO MADRID – LAS PALMAS, GRAN CANARIA
Eccomi…. aeroporto di Madrid, in attesa, ancora in attesa, in attesa….
Aeroporti, non-luoghi, corridoi, vetrate, nastri mobili.
Non-luoghi pieni di emozioni, gente, ansie e speranze, attese…attese.
Aeroporti spazi di transito, di attese interminabili o di corse trafelate.
Le emozioni non hanno casa qui, ma transitano su nastri o scale mobili, rimangono sospesi per un po’.
Sospesi per un po’.
L’ennesimo viaggio….tempo, ho tempo ed allora osservo, osservo il turbinio di persone che girano senza posa, in questo luogo, non-luogo.
Sbatto le ciglia, scatto istantanee, fotogrammi, brandelli di vita
Provo a concentrarmi su piccoli particolari, dettagli minimi, marginali.
Dettagli minimi, marginali:
Mamme con bimbi che corrono verso ogni novità.
Una coppia di anziani signori, dice lei : “…Ho un po’ paura, non riesco a concentrarmi”.
Due ragazzi alti e biondi si fanno spazio tra la gente. La gente come ostacolo nello spazio.
Uomini e donne in viaggio di lavoro, giacche, cravatte, scarpe di cuoio che scricchiolano.
Migranti, bagagli enormi che cadono dai carrelli, facce tese, ansia apprensione, paura, tristezza per l’addio ai propri cari che sono rimasti lì, in attesa.
Aeroporti, non-luoghi, uomini, donne transitano e si schivano come se fossero ostacoli, le loro emozioni non hanno casa, transitano soltanto.
Le loro emozioni non hanno casa, transitano soltanto.
Rifletto:
Che assurda ossessione della vita moderna, quella di comprimere il tempo e lo spazio e coprire distanze sempre maggiori nel minor tempo possibile.
Tempo possibile.
E quando il tempo non si riesce più a comprimerlo, allora lo si svuota e si annulla, lo si fa transitare in non-luoghi, in lunghi corridoi, e camminare su nastri, salire e scendere su scale mobili.
Forse così il tempo sembra meno, sembra passare più velocemente.
Più velocemente.
Nell’assurda ossessione della vita moderna di comprimere il tempo e lo spazio e coprire distanze sempre maggiori nel minor tempo possibile, creiamo spazi artificiali dove sottraiamo tempo prezioso alla nostra vita.
Cosa salvare del viaggio?
Che cos’è che portiamo da un punto all’altro del nostro cammino,
dalla partenza all’arrivo, dall’andata al ritorno?
Che cos’è che portiamo da un punto all’altro del nostro cammino,
dalla partenza all’arrivo, dall’andata al ritorno?
Che fare?
Io da parte mia provo a concentrarmi e cogliere ogni piccolo dettaglio, particolari minimi, marginali.
Io da parte mia provo a concentrarmi e cogliere ogni piccolo dettaglio, particolari minimi, marginali.
Particolari minimi, marginali, briciole di tempo e di spazio raccolte e salvate qua e là….
Marco Bo
Perchè ci mettiamo in cammino
Perchè ci mettiamo in cammino





